Archivi per la categoria ‘Senza categoria’

We Love Design | Milan Design Week I parte


Questo è il resoconto del primo giorno: una giornata lunghissima e intensa che vi raccontiamo così.
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Gung | Memo Ring


Questo oggettino è perfetto per tonificare la memoria. Arriva in soccorso di tutte le disgraziate usb: orfane, dimenticate, scialacquate o disperse. Memo ring si indossa come fosse un anello e, a meno che non siate così sciagurati da incappare in ladri e furfanti, riuscirete ad arrivare a destinazione e tornare a casa con la vostra usb tra le mani.
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Spring Court B1

La B1 è senza dubbio il miglior modello di casa Spring Court. Mezzo collo dai sette fori, tomaia in canvas nero su suola in gomma bianca, e lacci a tono. Detta cosi sembra una sneaker tra tante, ma al piede vi assicuro che non lo è. Due le varianti disponibili online da The Goodhood Store.

su “more” le alte immagini
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Pictureoftheday | “Snow week”

Pictureoftheday | “Cerca il triangolo!”

Pictureoftheday | “When we were young”

David Bailey “The Lord”


Alla fine degli anni’40 nasce a Londra David Bailey, uno dei maestri della fotografia britannica.
Impara a scattare da autoditatta e dopo la sua esperienza in guerra nella “Royal Air Force”, lavora prima come freelance e poi come fotografo di moda per Vogue.
Bailey ha contibuito attraverso le sue frequentazioni e ai suoi interessi a creare quella che veniva chiamata la “Swinging London” degli anni’60 (cultura basata sull’alta moda e sulla sciccheria della notorietà), egli era infatti molto amico di diverse rock stars e di alcuni membri della famiglia reale.
La sua fama divenne talmente grande che viene ricordato come uno dei primi fotografi ad essere
considerato realmente famoso.
Addirittura il regista Michelangelo Antonioni si ispirò fortemente a David per il suo film “Blow up”, un film che racconta la vita di un fotografo di moda londinese.
Eccellente ritrattista Bailey non ha bisogno del colore per evidenziare l’intensità dei suoi scatti tra cui possiamo ritrovare diverse celebrità come i Beatles, i Rolling Stones, Liam e Noel Gallagher, Catherine Deneuve che fu sua moglie fino al 1972.
Un grande scandalo provocarono le foto ai gemelli Kray, una coppia di criminali dell’East End che portarono alla censura e alla mancata pubblicazione di una delle sue raccolte negli Stati Uniti.
Come grande innovatore di quel periodo grazie ai suoi scatti egli riesce a documentare la realtà inglese e il suo cambiamento dopo gli anni grigi del dopoguerra; proprio per il contributo a questa rivoluzione culturale Bailey diventa “documento e monumento” di questo periodo e dei personaggi che lo hanno animato.
Gli scatti minimalisti e il bianco e nero sono molto utili per “esaltare ed evidenziare nella leggerezza dei toni il contrasto dei valori”.
Con il passare degli anni però si avvicina al mondo della musica, dirige spot pubblicitari e documentari oltre ad aver pubblicato diversi libri.
Per tutti i campi in cui potrà mai spaziare per me e spero anche per voi resterà sempre
David Bailey “The Lord”.

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“Bye bye Miss Polaroid”


Un bel giorno di Settembre mi sveglio, scarico la mia cartuccia polaroid 600 in giro per la città senza rendermi conto che quelli sarebbero stati i miei ultimi scatti istantanei.
Le fabbriche di cartucce istantanee polaroid sono fallite, e poi resuscitate sul mercato grazie ad un gruppo di imprenditori che come tutti noi non volevano far scomparire le foto a sviluppo istantaneo.
Ci sono riusciti fondando “The Impossible Project”, la loro prima macchina fotografica si chiama Poalroid One e permette di utilizzare la classica pellicola 600, peccato per i costi (8 pose per 19 euro) anche se tutti noi ci penseremmo un attimo prima di lasciare la macchina dei nostri genitori ad impolverarsi come un normale soprammobile.
Del resto non si poteva lasciar andare via così un tipo di fotografia che nasce nel 1947 con il lancio sul mercato della prima instant camera.
Opera di Edwin Land le primissime macchine utilizzavano dei “Roll Film” composto da una parte di positivo e da una di negativo; andava estratta la foto e poi andava strappato via il positivo subito dopo lo sviluppo.
Presto però la Polaroid Corporation si adattò ai gusti di tutti gli utenti meno esperti e immise sul mercato la classica polaroid di forma quadrata che noi conosciamo; le foto che venivano fuori dopo pochi secondi già pronte dovevano solo essere agitate.
Questo tipo “SX-70” aveva una particolare caratteristica, scaldandola con una qualsiasi fonte di calore si poteva modificare la foto utilizzando vari attrezzi, come ad esempio un ago, deformando l’immagine sviluppata.
Una delle prime macchine che portava lo stesso nome di queste cartucce cioè la SX-70 era una vera e propria reflex con una lente particolarmente riuscita, poteva mettere a fuoco da 30cm ad infinito, resta uno degli oggetti più incredibili prodotti nel secolo scorso.
Poi sono arrivate le “Polaroid 600” le più diffuse con colori più fedeli e con la conosciuta forma quadrata e con lo spazio bianco per scrivere sotto che non è altro che il serbatoio del liquido di sviluppo.
La polaroid ha smesso di produrre in questo settore ormai da anni, ma ci sono in giro alcune voci molto attendibili che dicono che il marchio tornerà in vita entro il 2010.
Un nuovo gruppo di investitori punta sul ritorno delle instant camera con l’uscita del modello “Pic 1000” ed ha affidato il compito di direttore creativo alla cantante Lady Gaga proprio per far rinascere una nuova linea di prodotti indirizzata ai giovani.
La “Pic 1000” utilizzerà pellicole “Color 600 instant” che potranno poi essere usate anche nei modelli più vecchi, l’unico problema è che queste pellicole saranno in un primo momento in bianco e nero e poi usciranno a colori. Cerchiamo di guardare il lato positivo, per molti fotografi una polaroid in bianco e nero ha un valore inestimabile anche guardando i prezzi esorbitanti che le cartucce hanno raggiunto su Ebay o su altri siti di questo genere.
Non ci resta che sperare in Gaga.

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Richard Kern “New York, New York”


Richard Kern è uno dei maestri più trasgressivi dei nostri tempi, vive e lavora a New York dal 1979, anno in cui iniziò a fotografare spacciatori, artisti squattrinati e amici che frequentavano il suo studio.
Personaggio di spicco della scena newyorkese degli anni’80 resta uno dei maggiori intenditori della culture e della musica underground.
Le sue foto sono provocatorie e cariche di cinismo, alcune ritraggono modelle che mettono il collirio, che collassano, abbassano gli slip per far vedere il sedere, si struccano oppure corpi statici sotto la doccia.
Ovunque andasse c’era gente che apprezzava molto le sue opere che infatti ora sono vendute dai maggior galleristi, ma c’era anche molta gente che lo credeva un pervertito che voleva solo sbavare dietro le belle ragazze.
Fotografo e filmaker Richard Kern è maggiormente conosciuto come ritrattista che attraverso le sue immagini ha cercato di svelare i lati oscuri della natura umana.
Ha sempre cercato di utilizzare come oggetto lo spazio psicologico che si pone tra il fotografo ed il suo pubblico.
Molte delle sue foto sono state protagoniste di scandali e di censure soprattutto nei suoi maggiori libri, ma comunque sono state pubblicate su magazine di spicco come ad esempio Purple, Vice e GQ.
In poche parole, per comprendere Kern basta capire che egli cerca di sottolineare l’assurdità della verità e dell’oggettivita che si trovano nella fotografia.
Le sue migliori foto sono su Richard Kern, che qualcuno provi a censurarlo.
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Pictureoftheday | “Oh no! It’s Monday!”

Pictureoftheday “Bone palace ballet”

Pictureoftheday | “Rock’n'roll is our faith”


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