Giulia Agostini | City lights

Giulia Agostini di Padova è una ventottenne che vive di immagini. Le sue foto eteree hanno una caratteristica dominante, la luce. Questa fotografa emergente riesce facilmente a dividersi tra l’analogico e il digitale. La spontaneità di Giulia trapela anche dai suoi scatti, specialmente quelli di nudo, il corpo della donna in primo piano nella sua naturalezza, mai volgare e quasi infantile.

Quando le chiedo cosa cerca nelle immagini mi risponde che la cosa più importante per lei è riuscire ad esternare quello che riesce a cogliere nel soggetto e quando mi cita Diane Arbus (“Una fotografia è il segreto di un segreto. Più cose ti dice, meno ne sai”) penso veramente che queste parole siano adattabili ai suoi scatti: enigmatici. Persone e paesaggi schietti ed accennati allo stesso tempo.
I corpi senza volto e i volti scherzosi convivono insieme nel repertorio di Giulia che, infatti, non è una di quelle che si vincolano attraverso uno stile o che amano studiare le proprie mosse a tavolino
“i programmi mi mettono ansia e sono fragile di cuore. credo di più nell’improvvisazione…”

L’unica certezza sul suo domani sono la volontà di continuare a scattare, magari foto di amanti, ed i sogni di viaggio, Nord Europa e America sicuramente. Giulia è una di quei fotografi che possiede la capacità di cogliere una sfumatura quotidiana e di immortalarla, regalandole una nuova apparenza che vive di forza propria. La stessa forza che risiede nel suo stile: pura e semplice non banalità. A questa emergente che mi confida di avere tanti rimorsi sulle foto mai fatte ma immaginate mentre non aveva la sua macchina con se, auguro di non perdere mai l’originalità che possiede e che, forse, è l’ingrediente più importante nei suoi scatti.

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