Perfetti Sconosciuti miglior film ai David di Donatello 2016

Lo ha detto il regista Paolo Genovese appena ricevuto il David di Donatello al miglior film: “Faccio commedie, non sono abituato a ricevere premi.”

Già, perché nella patria della commedia all’italiana non è più così facile trovare una pellicola di questo genere che sia meritevole di onori. “Perfetti sconosciuti” è riuscito invece nell’impresa, portando a casa anche il premio per la migliore sceneggiatura.

Il film si svolge durante l’arco temporale di una cena tra amici, occasione in cui la padrona di casa propone un gioco: lasciare i propri smartphone sulla tavola e rendere pubbliche telefonate e messaggi ricevuti durante la serata in compagnia. Con tutte le conseguenze del caso, visto che, come suggerisce il regista, oggi il mobile è la “scatola nera della nostra vita”.

Da questo semplice spunto si dipana una commedia che è tutt’altro che già vista, come l’incipit potrebbe lasciar credere. È una commedia amara “Perfetti sconosciuti”, come le vere commedie sanno essere, mai scontata nella battuta così come nel risvolto serio.

Nessun David invece per gli attori di questo film, forse perché nessuno primeggia sull’altro, ma ne sono tutti perfetta controparte. L’altra sfida vinta da Genovese è infatti quella di essere riuscito a fare un vero e proprio film corale senza perdersi nell’insieme. Grazie anche a un cast di bravi attori composto da Kasia Smutniak, Marco Giallini, Anna Foglietta, Valerio Mastrandrea, Edoardo Leo, Giuseppe Battiston e Alba Rohrwacher.

Ognuno che suona, nei propri tempi e spazi, la propria nota componendo una melodia agrodolce con contrappunti divertenti e drammatici; ognuno che rappresenta un prototipo umano.

Una commedia brillante senza mai essere volgare, senza sentimentalismi ma non arida di emozioni, drammatica ma mai seriosa. Un successo di incassi, un successo di critica, molte richieste di remake, due premi importanti. La commedia, quando è vera commedia, mette d’accordo tutti.

Senza togliere un pizzico di immedesimazione che aiuta a sentirsene parte: cosa accadrebbe se ora stessero leggendo i vostri messaggi? Quale personaggio della cena di “Perfetti Sconosciuti” siete?

 

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.