#Cinema | Irrational Man, il nuovo film di Woody Allen

La nostra valutazione

Woody Allen è sempre Woody Allen. E questa affermazione è valida ancor di più quando è in sala un suo film che non giunge certamente alla vetta. Irrational Man è la storia di Abe Lucas (Joaquin Phoenix), filosofo, scrittore, professore universitario e latin lover. Giunge in un nuovo ateneo, dove lo precede la sua fama di affascinante e maledetto. Fama che si conferma al momento del suo arrivo, con due donne che cascano ai suoi piedi.

La prima (Parker Posey) è una collega, nonché moglie non soddisfatta, la seconda (Emma Stone) è una studentessa, fidanzata con un perfetto bravo ragazzo. Abe, depresso e senza stimoli, non mantiene però le sue promesse di ravvivare la vita universitaria, se non con le sue teorie filosofiche che confutano molti dei capisaldi della materia. Tra i temi preferiti la morale, la verità, la percezione soggettiva, il caso, la giustizia, la vendetta.

La dissertazione teorica si apre sullo schermo in parallelo ai fatti, scatenati dal caso: Abe e Jill ascoltano ad un bar una conversazione riguardante un giudice, un cattivo giudice. Da qui un concatenarsi di eventi e un omicidio… occasione per sviscerare le teorie morali nella realtà dei fatti.

Ecco Woody: Match Point, Crimini e misfatti… sono diversi i film in cui Allen affronta l’omicidio in relazione ai temi di Delitto e castigo (citato anche questa volta). Il ripetersi della tematica è la maggior contestazione al film. Ma la rilettura da più punti di vista di uno stesso tema non è essa stessa un esercizio di stile?

Senza dimenticare le battute sagaci, l’induzione alle riflessioni ciniche e lo stimolo al pensiero, a rivedere le proprie stesse credenze. E poi, location sempre perfette, tinte pastello da mondo borghese che contrastano con i colori forti del racconto. Sceneggiatura non spumeggiante, ma che si tiene ben su; attori senza grandi performance, ma ben calati nella parte.

Forse potevi fare di meglio, Woody. Ma a te si perdona tutto. Soprattutto perché, all’uscita dalla sala, il pensiero ricorrente è sempre quello: di una serata al cinema con te ne vale sempre la pena.

 

 

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.