MOOB MAG | UN PROGETTO EDITORIALE MADE IN NAPLES

In collaborazione con Question Mark Communication abbiamo incontrato Mattia Attanasio, che ha creato e coordina il team di giovani editor della rivista online Moob. Ci abbiamo fatto una chiacchierata per capire da dov’è nata la sua idea e quali sono gli obiettivi futuri che si è prefissato ed ecco cosa ci ha raccontato.

 

Ciao Mattia, complimenti per la tua iniziativa editoriale! Raccontaci un po’ da dov’è nata!

Sono sempre stato un grande appassionato dei magazine e della loro caratteristica intrinseca di essere lo specchio fedele dei periodi culturali e storici in cui vengono pubblicati. Decisi quindi, due anni fa, di dar vita a questo progetto editoriale che rimuginavo ormai da troppo tempo.

L’idea dominante è sempre stata quella di creare un contenitore che desse piena espressione alla creatività, concept principale del magazine. Moob, infatti, sta per “mind out of the boxes” acronimo che sta ad indicare la piena libertà creativa che hanno tutti coloro che fanno parte del team.

Come avete organizzato i contenuti editoriali? Quali sono le tematiche principali che trattate?

Non ci piacciono le categorie di settore, i contenuti editoriali sono stati divisi per macro tematiche: Moda, Musica, Tecnologia e Attualità. Le nostre conoscenze ed il nostro background ci orientano verso i canoni della generazione degli anni 00. La differenziazione tematica è estesa su più fronti, come ad esempio quelli geografici. I temi americani, soprattutto con i tempi che corrono, sono magari quelli più apprezzati ma non ci distacchiamo mai da ciò che l’Italia ci offre. Sosteniamo progetti, artisti e news del nostro Paese prima di tutto.

Coordinare un team di editor non è mai semplice, quali sono le principali criticità?

Sicuramente la difficoltà maggiore è stata quella di formare una redazione quanto più poliedrica possibile. Le differenti tematiche, scelte dalla nostra redazione, sono il frutto di un ormai collaudato teamwork che integra editor di personalità completamente diverse tra loro.

Fortunatamente oggi il lavoro di chi scrive si è semplificato. Le nuove tecnologie, che noi tendiamo a esaltare ogni giorno, ci rendono il lavoro più facile. Tante le collaborazioni che hanno sposato l’idea di MOOB Magazine. Certamente il lavoro costante ci dà diverse soddisfazioni ma è grazie alla collaborazione di tutti che il nostro team è oramai più che consolidato.

Il 2015 è ormai agli sgoccioli, quali sono secondo voi i trend che hanno segnato l’anno?

Quest’anno ci siamo molto divertiti, il 2015 è stato l’anno in cui si sono affermati i progetti nati nei primi anni 2000.

Almeno nel nostro paese (sempre due passi indietro rispetto al resto del mondo) questo è stato l’anno della cultura street/hip hop. Per la prima volta i personaggi di questo genere si sono evidenziati in ogni ambito artistico. Da emarginati sono diventati i nuovi protagonisti delle TV. Anche oltreoceano però questo mondo è arrivato al suo apice, basti pensare alla figura di Kanye West che allontanandosi sempre più dal mondo della musica si è ritrovato stilista e aspirante presidente!

Altro fattore importante è stato l’utilizzo delle nuove tecnologie che hanno portato alla nascita di nuove figure professionali e nuovi business, basta guardare il fenomeno youtubers o l’ormai sopravvento dei fashion bloggers. Insomma, anche il Bel Paese si sta molto ringiovanendo.

E ora, diteci, perché vale la pena leggere il vostro magazine?

Perché la nostra rivista mette in rilievo i personaggi e i trend più in evidenza del momento per dar voce alle culture emergenti di un mondo in continua evoluzione.

 

Last but not least: quali strategie deve attuare un magazine oggi per avere visibilità?

Mattia Attanasio ce lo svela su QM blog. Clicca qui per continuare a leggere.

 

 

 

Tremendamente curioso e goloso, rompipalle al punto giusto, adoro leggere gialli e romanzi storici. Football e internet addicted. Nutro un profondo amore per la Spagna dove ho vissuto un anno grazie al progetto Erasmus, ma il primo amore resta la mia Napoli. Laureato in “Comunicazione pubblica e d’impresa”, ho fondato e gestisco lo spazio web add-communication.com