CINEMA | Nessuno si salva da solo

Ormai consolidato anche professionalmente il rapporto tra la scrittrice Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto, al terzo film tratto da un romanzo della moglie, questa volta dal titolo “Nessuno di salva da solo”.

Un film senza troppi colpi di scena, ma concentrato sulla narrazione. Se aspettate grandi sorprese non è decisamente fatto per voi. Si tratta di una pellicola intima, che traccia realisticamente la fine di una storia, quando non finisce l’amore.

Delia e Gaetano (Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio) si incontrano per una cena, durante la quale i flashback raccontano l’inizio del loro amore e le difficoltà incontrate nella sua gestione nel corso del tempo. Lei, di buona famiglia, afflitta da bulimia e dall’ossessione per l’igiene, ipersensibile e lui, aspirante scrittore prestato al mondo delle fiction e dei reality, che nasconde intelligenza e sentimento dietro la superficialità e il cinismo apparente.

Si definiscono “imbecilli depressi”. E il film gli dà ragione: uno spaccato di dramma borghese che riesce a delineare una passione che non riesce a finire, un amore ancora troppo vivo, contestualizzandolo perfettamente ai nostri giorni. Se in altri tempi il dolore sarebbe stato silente e privato, oggi viene urlato convulsamente (anche tra i tavoli di un ristorante).

Un film da vedere senza troppe pretese, lasciandosi portare dalla narrazione e dalla bravura degli attori (nonostante l’antipatia emanata nell’interpretazione da Jasmine Trinca lo faccia quasi dimenticare). Perla del film, oltre la colonna sonora dell’indimenticato Lucio Dalla, il cammeo di Roberto Vecchioni, colui che aprirà uno squarcio nella tempesta d’amore. Perché a volte c’è bisogno di qualcuno per cambiare prospettiva… nessuno si salva da solo.

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.