AWSM ARTIST SERIES 2015 | CHAPTER #6 Alessandro Piacente

Continua la rubrica di AWSMmag dedicata agli artisti emergenti,  questa volta abbiamo affidato la creazione della nostra cover Facebook al giovane Alessandro Piacente, promettente grafico, laureando presso il biennio specialistico in comunicazione, design ed editoria dell’ISIA di Urbino. Una vita passata tra fogli e matite e un percorso di studio che l’ha portato a frequentare prima l’Istituto d’Arte e poi il corso di laurea triennale in design e comunicazione dell’università SUN di Napoli. Anche questa volta, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il nostro nuovo ospite. Ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Alessandro, la nostra nuova cover è ispirata alle nuove frontiere della comunicazione. Quale idea ti ha portato a elaborare questa creazione?

Sono partito da un’osservazione della società di oggi: siamo circondati da dispositivi mobili, tra l’altro connessi tra loro, che ci permettono di essere perennemente collegati a internet. Ne è scaturita una riflessione che indaga sui rapporti interpersonali che man mano vanno scemando, essendo giunti a quella che definisco una smaterializzazione della componente verbale del dialogo fra persone e, di conseguenza, all’ammutolirsi di quest’ultimo. Praticamente si parla di meno, si interagisce di meno. È pur sempre un forma di dialogo, ma più silenziosa.

Tecnicamente parlando cosa ci proponi?

Una composizione grafica fatta di sole lettere e parole, provando a enfatizzare la componente iconografica di quest’ultime. Non è una novità: tra gli anni Sessanta e Ottanta il nostro paese e la nostra cultura, sono stati pervasi dal fenomeno della poesia visiva e di certo non nego il mio volere attingere da questo universo formale, in cui la parola diventa immagine. Alla luce della mia riflessione di poc’anzi sul dialogo, sono partito quindi dalla decostruzione della parola “DIALOGUE” le cui lettere “I”, “L” ed “E” precipitando verso il basso, attraverso una serie di step, vanno a formare la parola “SILENCE”. Per riuscire nell’intento, ho utilizzato un carattere monospaziato, in modo tale che tutte le lettere avessero lo stesso ingombro e creassero una matrice ortogonale, anche se non immediatamente riconoscibile. La freccia a sinistra, supportata dalla parola “deconstruction” enfatizza l’idea del passaggio e della “caduta”.

La comunicazione visiva, la grafica, non sono inermi ai cambiamenti, anzi. Quali sono per te le nuove frontiere?

Personalmente sono molto legato al mondo dell’editoria cartacea: per me il libro è un oggetto sinestetico che si può non solo vedere, ma anche toccare e annusare, dal momento che ogni tipo di carta ha un odore diverso. Attualmente l’editoria elettronica, quindi l’e-book, è senz’altro una nuova frontiera che sta prendendo piede e in cui tutto, assottigliandosi, si riduce a uno schermo retroilluminato. Anche il gesto dello sfogliare le pagine, perde il suo fascino. Ciò non significa che quello che si progetta per la carta può tranquillamente essere tradotto e declinato per lo schermo: alla luce di questi nuovi orizzonti e nuovi strumenti, bisogna imparare a conoscerli, a capire quali sono le loro prestazioni e il loro funzionamento per progettare nuovi media che di certo forniscono un’esperienza inedita. Nel leggere un e-book, senz’altro subentrano altre componenti quali quella del suono e del video, e l’atmosfera che si viene a creare è del tutto diversa. Ma sono fedele alla carta stampata e a tutte le sue manifestazioni, e sono dell’idea che l’editoria tradizionale non passerà mai di moda.

Lavorare sodo oggi per essere un grafico di successo domani. Quali paure e ostacoli si incontrano durante questo percorso?
In Italia la disciplina della grafica non ha la giusta dignità. Non trascuro l’idea, un giorno, di andare all’estero dove è riconosciuta come qualcosa che rientra a fare parte del nostro quotidiano: la segnaletica stradale, il foglio illustrativo di un medicinale, le etichette dei nostri indumenti.

Creare ai tempi di internet. È più facile di ieri o più complicato?

Beh senz’altro più facile in termini di comunicazioni e velocità del lavoro: se ho da spedire delle bozze di un progetto a un cliente è indubbiamente più semplice e immediato! Il rischio, a parer mio, è quello di lasciarsi influenzare negativamente dalla marea di stimoli visivi che provengono dalla rete. Bisogna quindi essere bravi a riconoscere ciò che è realmente degno di essere preso in considerazione e non limitarsi al web, ma attingere da più fonti possibili. Personalmente ritengo più interessante vedere un film o una mostra, che sicuramente sono canali più che stimolanti per chi opera nel mio campo: quando meno te lo aspetti, tutte le suggestioni ricevute affiorano alla mente e ritornano utili ai fini progettuali.

Grazie Alessandro, grazie per essere stato dei nostri.

Siamo sicuri che i nostri lettori apprezzeranno la tua cover!

Tremendamente curioso e goloso, rompipalle al punto giusto, adoro leggere gialli e romanzi storici. Football e internet addicted. Nutro un profondo amore per la Spagna dove ho vissuto un anno grazie al progetto Erasmus, ma il primo amore resta la mia Napoli. Laureato in “Comunicazione pubblica e d’impresa”, ho fondato e gestisco lo spazio web add-communication.com