SANREMO 2015 | LE NOSTRE PAGELLE

È finito finalmente il Festival di Sanremo 2015, e con esso terminano anche le nostre sofferenze e le crisi nervose fino a tarda notte.

È finito, e a trionfare sono stati il trio di giovanili anziani de Il Volo – Pippo Baudo ha oliato per bene il carrozzone della kermesse canora a lui tanto cara e conosciuta, per far sì che il suo piccolo nipotino Milhouse godesse a pieno dell’avventura sanremese.

Abbiamo subìto anche in questa finale l’assenza della lingua italiana da parte delle tre vallette conduttrici, la deriva della comicità e l’inadeguatezza degli ospiti stranieri – ci riferiamo a Will Smith e al suo patetico teatrino con Carlo Conti.

Per l’ultima serata abbiamo preparato le pagelle riassuntive di tutte la settimana, speriamo possiate apprezzare il nostro sforzo.

Iniziamo con il presentatore Carlo Conti: 7,5

Contro ogni nostra aspettativa, dobbiamo confessare che se non ci fosse stato lui al timone di questa 65esima edizione, il nostro viaggio a Sanremo sarebbe terminato a metà della prima serata. Sempre pronto spontaneo e sorridente, ha fronteggiato con esperienza gli errori tecnici e le ripetute gaffe delle vallette. Buona prova Carletto, la prossima volta però, scegli meglio ospiti e co-conduttrici, eh.

Vallette: indistintamente, 2

Impreparate balbettanti e fuori fuoco. Le tre vallette del festival sono state un vero disastro.

Emma si è presa diverse pause riflessive esternando a voce alta i suoi pensieri. Arisa si è bloccata tutte le sere sulla lettura di tutti i gobbi – e passi la tua trasformazione in figacciona, ma quando leggi, rimettiti gli occhiali. Rocio è servita solo per far mostra di bellissimi abiti da sera, una presenza assenza la sua, quasi da non classificata.

I comici: una valanga di 3 per I Boiler, Cirilli, Panariello, Siani e Pintus, che ci hanno fatto dimenticare il significato di comicità. Conquistano una risicata sufficienza, 6 – – Luca e Paolo, mentre Virginia Raffaele ed il duo di Zelig, Marta Zoboli e Gianluca De Angelis, meritano un 6 + almeno, con loro abbiamo riso.

Le ospitate canore

Gli italiani:

Tiziano Ferro 8. Un’ottima esibizione da artista internazionale, con un gusto retrò che ha fatto cantare tutti.

Albano e Romina 5. Apprezziamo lo sforzo nel rianimare il reparto geriatrico in sala, anche se Romina ha steccato ogni nota.

Biagio Antonacci e Gianna Nannani non meritano più di 4. Esibizioni stonate e senza grinta, li rimandiamo a settembre

Gli stranieri:

6,5 politico

Regaliamo la sufficienza, e oltre, un po’ a tutti. Premiano il loro stoicismo nel subire gran parte del festival, prima di esibirsi, ma soprattutto nel rispondere alle domande inadeguate di Carlo Conti.

I cantanti in gara

Spiccano per bravura e commovente esibizione solo Malika Ayane e Nina Zilli: meritano un 8.

Apprezziamo la forza d’animo di un influenzato Raf, uno scatenato Nek, un convincente Marco Masini e il plagio di Biggio e Mandelli, 7 per loro.

La crew di Maria De Filippi non ci convince: 5 – per Moreno, Chiara, Annalisa e Bianca Atzei.

Prendono, invece, una sufficienza piena 6 +, i navigati Grignani e Britti e il neofita Fragola.

Voto 5 per Anna Tatangelo, Grazia Di Michele, Mauro Coruzzi e Nesli.

Non classificati perché non ricordiamo nulla delle loro canzoni o performance Irene Grandi, i Dear Jack e Lara Fabian.

Il nostro voto per i vincitori è un sonante 3. Troviamo tremenda la loro canzone, per non parlare della sicurezza ostentata su quel palco. Il Volo non ci piacciono e scommettiamo anche che a ogni passaggio radio del “Grande Amore” ci sarà chi cambierà stazione, chi si innervosirà pensando alla loro foto in mutande e chi abbandonerà la macchina in pieno traffico cittadino pur di non sentire un’altra nota!

Abbiamo sofferto per voi e con voi questa settimana, per fortuna Sanremo è alle nostre spalle, non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento allo Zecchino D’oro!

Stilatrice compulsiva di liste, post-it e foglietti volanti ricoprono la mia scrivania. Mi destreggio da equilibrista tra un’udienza in tribunale ed una mostra fotografica. Adoro il cinema, ho una cotta per Mastroianni e vorrei vivere in un film di Wes Anderson. La mia parola preferita è Vintage, tutto ciò che è appartenuto al passato deve essere mio; ascolto musica in vinile – sussultando ad ogni fruscio – prediligo la fotografia analogica e i vecchi libri impolverati delle bancarelle di Mezzocannone. Detesto il cinese, ma non smetterei mai di mangiare sushi e hot fudge. Sogno di vivere tra Parigi e New York, a metà strada tra Amelie Poulain e Carrie Bradshaw. Instagram: SOFIA_ZIMMERMAN