Cronistoria di un’agonia vol.III | Sanremo 2015

Siamo provati e stanchi.

La serata di ieri del Festival di Sanremo ha messo a dura prova i nostri nervi – e non solo i nostri a quanto pare, poiché Arisa si è presentata a metà serata drogata come un cavallo da corsa prima di una sfida decisiva a stabilire se prendere la strada per il macello o quella per la scuderia. L’areosol di Red Bull non è bastato a tenerci attivi durante tutte le esibizioni canore, a più riprese siamo stati pungolati per restare svegli.

Tutti i venti cantanti in gara si sono sfidati con cover dagli arrangiamenti scelti a caso e senza alcuna logica e gusto estetico. Abbiamo molto apprezzato il futurismo di Cochi e Renato nel coverizzare se stessi e la sobrietà dell’esibizione di Platinette e Grazia Di Michele sulle note di “Alghero” di Giuni Russo.

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Gli ospiti di questa terza tragedia greca erano il comico Raf – con battute sagaci sul colore della pelle di Carlo Conti – e i cantanti Luca e Paolo, un vero oceano di tristezza fino all’arrivo del re della risata, lui, il viperetta Massimo Ferrero.

Abbiamo creduto per tutta l’esibizione si trattasse di un’egregia imitazione di Crozza, solo sui saluti finali abbiamo realizzato di essere in torto. “Forza Sampeeeee, ma quale Crozza, sooooo iooooooooooooooooo!!”

Se in quel momento eravate al bagno, o meglio, avevate cambiato canale e messo su #MasterChef, dovete rimediare di corsa guardando questo link

Anche ieri una tazza di complessi adolescenziali si è fatta avanti con la bellissima Vittoria Puccini che ci è sembrata ancora più bella con la profondità delle parole della Fallaci.

Come ospiti stranieri, per la gioia del presentatore, c’erano gli Spandau Ballet – vecchi e appesantiti hanno rianimato l’autostima di Carlo Conti: “Abbiamo la stessa età!” sottolineando che con il lui il tempo è stato più gentile – e i Saint Motel – sulle note delle loro canzoni abbiamo visto, dalle poltronissime, agitarsi delle mani. Abbiamo saputo solo dopo che c’erano anziani in cerca d’aiuto, le coronarie non hanno retto a tutti.

Una serata infinita.

Ci siamo appisolati e al nostro risveglio abbiamo realizzato che Nek ha vinto il Festival di Sanremo 2015! Congratulazioni! Finalmente è terminata anche la nostra agonia!

Ma, poveri noi, questi momenti di pura gioia sono durati solo brevi istanti. Non è ancora finito il festival e stasera si continua a soffrire.

Non abbandonateci, abbiamo bisogno di voi, di fiumi di caffè e Red Bull e di forti allucinogeni – ah no, per quelli ci pensa il dottore di Sanremo.

Vi aspettiamo su Twitter per commentare insieme #Sanremo2015 #awsmVSsanremo.

Stilatrice compulsiva di liste, post-it e foglietti volanti ricoprono la mia scrivania. Mi destreggio da equilibrista tra un’udienza in tribunale ed una mostra fotografica. Adoro il cinema, ho una cotta per Mastroianni e vorrei vivere in un film di Wes Anderson. La mia parola preferita è Vintage, tutto ciò che è appartenuto al passato deve essere mio; ascolto musica in vinile – sussultando ad ogni fruscio – prediligo la fotografia analogica e i vecchi libri impolverati delle bancarelle di Mezzocannone. Detesto il cinese, ma non smetterei mai di mangiare sushi e hot fudge. Sogno di vivere tra Parigi e New York, a metà strada tra Amelie Poulain e Carrie Bradshaw. Instagram: SOFIA_ZIMMERMAN