#CINEMA | L’amore bugiardo – Gone girl

La nostra valutazione

Un thriller – noir domestico nell’epoca dei social network. L’amore bugiardo (Gone girl) è l’ultimo lavoro di David Fincher, tratto da un romanzo di Gillian Flynn (che è anche sceneggiatore del film).

Storia di un matrimonio, di una relazione apparentemente perfetta tra la “mitica Amy” (rampolla di buona famiglia, ammiratrice dei romantici scritti di Jane Austen) e Nick, ex giornalista, che la crisi ha costretto in un bar aperto grazie al fondo di investimento della moglie. Al quinto anniversario della “coppia perfetta”, Amy sparisce in circostanze misteriose. A casa rimangono schizzi di sangue e i postumi di una colluttazione.

Da questo momento lo spettatore viene portato dalla telecamera a scoprire chi sarà l’assassino. La coppia era davvero così perfetta? Il mento con la fossetta di Nick è menzognero? In tv parte la caccia alle streghe, i social invadono la sfera privata e l’immagine pubblica fornita da una stella del quinto potere (una sorta di Oprah Winfrey) diventa verità assoluta.

Allo spettatore de L’amore bugiardo viene fornita, attraverso un montaggio alternato, ora l’apparenza, ora la realtà, che man mano si srotola.

La pellicola spiazza, il film sembra essere uno, poi diventa altro da sé e si insinua in quei binari psicologici presentati con la domanda iniziale: a cosa pensi? Cosa ci siamo fatti? Una domanda universale sulle relazioni amorose, e non solo di quelle che si spingono a una deriva drammatica.

Critica alla società dell’immagine (che il regista di The Social Network conosce bene), analisi psicologica di una perversione (già sperimentata da Fincher in Seven), giallo. Un mix di ingredienti che rende questa pellicola davvero uno spettacolo da contemplare per vedere sullo schermo proiettati con lucidità i meccanismi istintivi più neri e reconditi messi in atto da una relazione.

Ben Affleck, per fisionomia adattissimo ai panni del bravo ragazzo inaffidabile, Rosamund Pike assolutamente perfetta per un film di stampo hitchcockiano.

Fincher con L’Amore Bugiardo, già candidato a numerosi premi, ha davvero fatto centro.

Il nostro consiglio? Assolutamente da vedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.