AWSM ARTIST SERIES 2014 | CHAPTER #4 ADRIANA NAPOLITANO

Paper is not dead, “is a serious deal”.

A urlarlo, dal web e non solo, è Adriana Napolitano, giovane artista italiana di stanza a Berlino, che in barba alla digital invasion degli ultimi anni, ritrova forbici, colla e carta per l’appunto, li mette al centro del proprio processo creativo e inventa un modo tutto nuovo di fare arte.

Formatasi alla Nuova Università di Cinema e Televisione di Cinecittà, con un trascorso da scenografa, Adriana, che ritrovando il piacere di usare e sporcarsi le mani – dice – lavora in modo leggero, senza alcuna voglia di prendersi sul serio, né tantomeno di sentirsi un’artista. Sfruttando sapientemente le tecniche squisitamente cinematrografiche acquisite nel tempo, le affianca più o meno consciamente alla sua spiccata personalità immaginifica e quanto mai sfaccettata.

Il suo lavoro sembra concepito per compiacere se stessa prima che il pubblico ed è costellato di quadri visivi, attimi e scene più adatti ad appartenere a un sogno che alla vita reale. Ascoltiamo cos’ha da raccontarci: l’intervista.

1. Partiamo dall’inizio, cosa sei, artista, creativa o un’ex scenografa con un hobby?

Artista no dai. Forse creativa, ma inteso come aggettivo, non come sostantivo. Non credo di essere “una creativa”, al massimo posso essere “una persona creativa”, dove, se vuoi, creativa può essere letto anche come “stramba”. Ex-scenografa no dai, fatemi lavorare. Scenografa si 🙂

2. Cosa ti è venuto in testa, usare la carta? Prova a spiegarmi meglio il perchè di questa scelta, ma soprattutto il come.

Il come è più semplice di quanto si pensi. Nessuna dietrologia : semplicemente avevo una voglia tremenda di fare qualcosa e, in quel momento, la carta era tutto quello che avevo a disposizione. Poi ci ho preso gusto più del previsto.

3. Dalle dame settecentesce ai nipponici wrestler, come scegli i tuoi soggetti?

Non lo so, credo siano loro a scegliere me. Li sogno! 🙂 Non è vero, anche se non sembra, sono molto razionale. Mi ispiro a quello che mi circonda : persone, luoghi, stati d’animo (ultimamente faccio tante cose che riguardano il cibo, forse è fame nervosa).

4. Ultima cosa, poi basta parlare di carta, in un’era costantemente photoshoppata, dove tutto è prima processato, ottimizzato e migliorato, che idea critica c’è – se c’è – dietro il concetto “paper is a serious deal”?

Di nuovo, nessun significato recondito, nessuna critica. Io stessa passo milioni di ore davanti al computer da sempre. Un po’ per lavoro, e molto per diletto. E’ anche questa una fonte inesauribile di potenzialità al servizio della creatività, tutto dipende da come la si usa. Ma di certo non sono io a sapere quale sia il modo giusto o quale sia quello sbagliato. O addirittura se ce ne sia uno sbagliato 🙂

5. Come ti relazioni all’idea di avere un pubblico, e che destino, o semplice collocazione, immagini per le tue creazioni?

Non saprei, davvero. Questi ritratti sono nati in maniera molto spontanea e casuale. E non mi aspettavo tutto questo entusiasmo ad essere sincera. Non ho mai avuto “un piano” per loro, sto cominciando a pensarci ora. Vi farò sapere 😀 . All’idea di avere un pubblico mi relaziono… imbarazzandomi. Parecchio.

6. La tua cover per AWSMmag ci è piaciuta molto, sembra un render o qualcosa del genere. Forse è proprio in questo che risiede la tua forza artistica, che riesce di nuovo a stupire e far spalancare gli occhi. Ritornare a chiedersi affascinati “dov’è il trucco” è il vero successo, quando ormai oggi, data l’esistenza di un software per creare qualsiasi cosa, tutto risulta essere ovvio e scontato.

Cos’è la prossima cosa che farà Adriana Napolitano dopo essere stata protagonista della AWSM ARTIST SERIES?

Credo proprio che dopo aver fatto la vostra copertina, la prima cosa che mi toccherà fare sarà ripulire il mio soggiorno 🙂

 

Siamo davvero felicissimi di averti avuto ospite sulle nostre pagine. Ciao Adriana, grazie!

Musicante generico. Orgogliosamente facente parte del tanto decantato “precariato della ricerca”. Da sempre interessato a iniziare cose per non concluderle, ho suonato in numerose formazioni, ho organizzato eventi, concerti, aperitivi, e meravigliose cene. Ho trovato "fare radio" il miglior modo per trovarsi una ragazza, o più di una. Sono autore, e indomito ascoltatore, come batterista, milito felicemente nei Montag, progetto strumentale/postqualsiasicosavogliate. Mi appassiona ciò che non piace già a troppi, ma soprattutto la parola “upworthy” e chi la usa; ostile verso chi dice di non guardare più la TV, chi va ai concerti e dice che il precedente, in cui non c'eri, è stato migliore, e verso chi si adagia, si adatta, e si accontenta, perchè loro è la responsabilità di tutto ciò che odio.