M Edition 60 | Radical Leica

Del fatto che Leica fosse come una bella vecchietta che va fiera della sua età e della sua forma abbiamo avuto modo di rendercene conto mai quanto quest’anno. Le edizioni speciali e le celebrazioni non sono nuove in casa Leitz, dove quest’anno le leggendarie macchine fotografiche dal bollino rosso compiono ben cento anni tondi tondi.

A celebrare il primo centenario di Leica è una carrellata che ripercorre e ricostruisce sotto forma di video con soggetti statici che reinterpretano le più famose foto storiche scattate per l’appunto con macchine Leica, la storia della fotografia e del fotogiornalismo. Un vero e proprio percorso attraverso la storia fotografia, per far notare come Leica ci sia sempre stata, fino ad arrivare all’affermazione che chiude il video con una potenza che solo un gigante come Leica poteva permettersi we didn’t invent photography, but we invented photography. 

Oltre a questo incredibile video e ad edizioni speciali di alcuni modelli chiave che celebrano con un’incisione minimale e in pieno stile Leica il centenario, modelli come la nuovissima Leica M (Typ240), la roccia leica S e la più accessibile e compatta Leica D-lux 6, i festeggiamenti continuano, anche perché in questo stesso anno cade il sessantesimo anniversario dell’introduzione delle Leica M, il sistema fotografico basato sulla messa a fuoco a telemetro, caratteristica che distacca questi prodotti di eccellenza dal resto del mercato, ad esempio dalle Reflex, basate sul sistema di messa a fuoco a specchio, per l’appunto.

La celebrazione dei sessant’anni arriva con un modello tutto particolare e che rispecchia a pieno la filosofia Leica che da sempre è quella di produrre esemplari che coniughino tecnologia made in Germany impeccabile senza mai arenarsi nel freddo della sola tecnologia, mantenendo caldo e vivo il fattore umano, quasi creando macchine romantiche e umane senza alcun compromesso. Il modello in questione è la Leica M Edition 60, vero e proprio manifesto della filosofia Leica all’interno del mondo digitale. La M 60 è una macchina che ha come unica mira la semplicità nella sua forma più pulita e funzionale e non importa se per raggiungere questo obiettivo bisogna rinunciare ad un compromesso essenziale come lo schermo, (sì sì, proprio lo schermo, quello su cui altri marchi puntano tutto) o come le centinaia di funzioni o prestazioni a velocità esorbitanti.

La Leica M 60 è una macchina dalle linee pulite, minimali, una macchina che ha come unici comandi la regolazione della velocità di otturazione, di apertura, messa a fuoco e sensibilità ISO. Quattro sole funzioni per un singolo momento, lo scatto. Incredibilmente forte è il contrasto tra il gelido e solido acciaio e la morbida pelle con che avvolge il corpo che contraddistingue tutti i modelli M. Il design è frutto della collaborazione con Audi, dalla quale nacque già la fantastica edizione speciale in Titanio della M9. La M60, in sostanza è l’affermarsi della filosofia Leica, che ha da sempre contraddistinto i modelli storici dal cuore analogico, nel difficile mondo del digitale dove tutti gli altri marchi competono con l’aggiunta di sempre nuove funzioni e proprio qui Leica ha saputo affermare il suo peso con ciò che meglio gli riesce, trarre il massimo togliendo il più possibile.

Questo prodotto, a tiratura limitata di 600 esemplari, non è solo forma ma è un vero e proprio gioiello di tecnologia capace di regalare immagini di una qualità spiazzante grazie al sensore a pieno formato Leica Max 24-MP e alla lente con la quale è venduta nel kit, la luminosissima ed incredibile Leica Summilux-M 35 mm f/1.4 ASPH con la quale è pronta a sfidare il tempo ed ogni situazione possibile, anche se purtroppo la maggior parte dei 600 esemplari altra situazione non vedranno che quella di uno scaffale da collezione, ma questa è la triste sorte che ogni Leica M teme appena esce dalla catena di produzione, è il triste destino di un sistema che momento dopo momento, scatto dopo scatto, diventa storia.

 

Fotografia, documentari sulla fauna della savana, astrologia e la lettera H sono le cose che scriverei in una lista di cose preferite. Scrivo per Awsm a singhiozzo da un po' di anni; prima di libri, poi di fotografia, poi di bici. Studio giornalismo e mi piace credermi un fotoreporter in rodaggio. Curo una rubrica di tecnologia e precisamente ora sto scrivendo la mia bio in poche righe. E tu la stai leggendo.