LIFE SWAPS by Timberland | 4 persone, 1 foglio, 3 giorni

E se all’improvviso vi cambiassero città, casa e amici, come reagireste? “SI POSSONO VIVERE INNUMERREVOLI VITE”, e i protagonisti di LIFE SWAPS ce ne danno la prova.

4 persone, 1 foglio, 3 giorni.

Stiamo parlando del nuovo progetto #lifestyle firmato Timberland: 4 i protagonisti che, scambiandosi le identità, avranno una lista di cose da fare per 3 giorni in giro tra alcune tra le più belle città d’Europa. Inizia così Life Swaps.

Sam Smith (magazine editor ), cambia la sua quotidianità con Marc Morro (industrial designer), mentre la fotografa freelance milanese Claudia Zalla lo fa con l’influencer berlinese Willy Iffland (Mens World blogger).

4 i biglietti di andata e ritorno tra Milano, Barcellona, Londra e Berlino.

I partecipanti non sanno in che avventura si stanno imbarcando, ma accettano la sfida. Lasciano la propria casa ad un estraneo/a e, a loro volta, si incrociano in volo con lui/lei per andare ad occupare la sua. Tutti nel loro ambiente: #inmyelement. Talenti speciali che hanno in comune l’arte e lo stile di vita e ci sveleranno, per mezzo di piste lasciate dai loro anfitrioni fantasma in quelle liste, tutto ciò che le città offrono nel loro campo e in molti altri, quello che bolle in pentola e le persone che incontrano.

Curiosi? Quante cose non sapete su queste bellissime città?  Life Swaps è anche una guida ai loro luoghi imperdibili, che ti permetteranno di conoscerle come le tue tasche e vivere sentendoti a casa, anche lontano da casa.

Presto vi sveleremo molto di più, nell’attesa fatevi la bocca sul sito ufficiale del progetto: lifeswaps.timberland.com.

 

 

"Tuttologa” multitasking col naso all'insù, devo sempre aggiungere la mia. Foodie, geek, traveller per passione. Project Manager & Social Media Consultant based in Rome, ArtAttacker @ artattack.nativeadv.it. Attenta alle novità del mondo del digital, del design e della moda applicati ai più svariati settori: dall’architettura, agli eventi, all'arte, al food. Io? Una storyteller girovaga con le gambe sotto il tavolo, sì, quello di un buon ristorante!