#CINEMA | Instructions not included

La nostra valutazione

Pellicola messicana del regista-attore Eugenio Derbez è un comedy drama sul tema della paternità. Partendo da stereotipi abbastanza banali (una mamma che scappa e un padre troppo bambino a cui tocca crescere un figlio), Instructions not included scorre poi piacevole tra sorrisi e piccole trovate originali che danno maggiore spessore al film. Come la metafora dei lupi e del tuffo dallo scoglio di Acapulco per affrontare il tema delle paure.

Ben retto dalla recitazione di Eugenio Derbez (che è anche il protagonista), il film sviscera il racconto dell’amore padre figlia tra scenografie colorate e intessute di favola. Una pellicola semplice ma che non annoia, complice anche l’ironia sul cinema (tra pseudo Johnny Depp e casting per simulare un embrione) e sulle differenze USA – Messico. Quest’ultimo tema è affrontato sfruttando come pretesto l’andata e il ritorno dal confine. All’andata pensando che “in Messico i film escono dopo” , al ritorno che “negli USA potrebbe esserci Terminator al governo”.

Non si tratta di un film memorabile, ma – soprattutto per il periodo estivo spesso scarno di belle novità di sala – è una bella sorpresa. Anche per il cinema messicano che si prende una rivincita dal più ricco cugino americano. Instructions not included ha fatto infatti registrare un boom di incassi negli States scalzando molti film made in USA.

Un’ultima curiosità: Derbez dice di essersi ispirato a “La vita è bella” per rappresentare l’amore di un padre che sceglie di allontanare la figlia dalle realtà più dure e donare sempre un sorriso, anche nelle situazioni più difficili. Pur lungi dalle vette di Benigni a Derbez va il merito di aver messo tutto il suo amore di padre nella pellicola da cui effettivamente traspare tanto, ma tanto cuore. E si salva così dall’accusa di ruffianeria che il tema potrebbe suggerire.

Carino. Suggerito a chi non ha mai pensato di volere un figlio!

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.