La Venere del Botticelli e la prova costume

Credo di poter affermare con una certa spavalderia, derivatami dal colonnello Giuliacci e progenie, che lo scorso fine settimana è stato un vero anticipo d’estate – se così vogliamo giustificare il massiccio proliferare di canotte sgargianti ed infradito di gomma, che hanno preso d’assalto le città, senza dimenticare gli esodi verso famigerate case in costiera.

E proprio perché l’estate è alle porte e gli italiani amano il mare, la più classica delle domande, la regina della retorica, non poteva mancare tra le pagine assolate di questa fanzine: donne, ma anche uomini – non avalliamo un basso ed antiquato sessismo da palazzo – siete pronti alla prova costume?!?

In un vorticoso e rocambolesco levarsi di suoni indistinti, bisbigli, sguardi basiti ed un po’ imbarazzati, ecco spuntare la sincerità; la risposta negativa che tutti noi temiamo a pronunciare, se non a denti stretti: NO.

Chiarezza fatta, non voglio scoraggiarvi dicendo che è inutile nascondersi dietro un mese di frutta, insalatine e yogurt magri – è ormai troppo tardi – ma anzi voglio rincuorare gli onesti, esaltandone le rotondità, poiché l’unica cosa anacronistica e fuori moda in questo pezzo è proprio la domanda di partenza.

Senza cadere in ovvietà, discorsi salutisti e discussioni da salone di bellezza, poniamola così: come sarebbero quadri celebri come la “Nascita di Venere” del Botticelli e “La maja desnuda” di Goya se rispettassero i canoni di bellezza moderni?

Grazie al progetto della fotografa statunitense Lauren Wade, possiamo vederne il risultato.

Date un’occhiata e sorridete insieme a me.

Buona stagione dei gelati a tutti!

Stilatrice compulsiva di liste, post-it e foglietti volanti ricoprono la mia scrivania. Mi destreggio da equilibrista tra un’udienza in tribunale ed una mostra fotografica. Adoro il cinema, ho una cotta per Mastroianni e vorrei vivere in un film di Wes Anderson. La mia parola preferita è Vintage, tutto ciò che è appartenuto al passato deve essere mio; ascolto musica in vinile – sussultando ad ogni fruscio – prediligo la fotografia analogica e i vecchi libri impolverati delle bancarelle di Mezzocannone. Detesto il cinese, ma non smetterei mai di mangiare sushi e hot fudge. Sogno di vivere tra Parigi e New York, a metà strada tra Amelie Poulain e Carrie Bradshaw. Instagram: SOFIA_ZIMMERMAN