Gomorra, la serie | l’ingenuità delle giovani leve

Negli ultimi due episodi di Gomorra, Ciro, detto l’immortale, ha mostrato tutta la sua ferocia da camorrista, disilludendo il pubblico che si era innamorato del suo personaggio. Non che prima si fosse comportato da santo, per carità, ma la sua personalità lo aveva reso particolarmente “affascinante”, sempre narrativamente parlando. Fino all’episodio 8, infatti, era considerato uno dei personaggi più amati della serie Gomorra: prima fedelissimo del boss Pietro Savastano e padre putativo di suo figlio Genny, poi incredibilmente messo ai margini del clan da Donna Imma. La sua brutalità, la sua “cazzimma” (detta alla napoletana)  si palesa senza troppe sfumature quando  rovina  la vita di un giovane ragazzino del quartiere, Daniele, protagonista assoluto degli episodi 9 e 10. Nella vita fa il meccanico e tra i suoi clienti vanta appunto Ciro che, gradualmente, lo allontana dalla vita onesta dell’operaio di officina e lo avvia a quella criminale, rubandogli per sempre la fanciullezza e persino la fidanzata. In un primo momento gli affida il compito di fare delle consegne per il clan, successivamente lo promuove a killer, usandolo per il suo tentativo di far saltare l’equilibrio che si era creato tra i diversi clan della zona. Non vogliamo qui dilungarci troppo su ciò che già avete visto in tv, piuttosto soffermarci sulla figura di Daniele.

E’ l’emblema di tanti ragazzini condannati a crescere in un ambiente malsano, circondati dalle forme  più svariate di illegalità. Provengono da famiglie oneste, che fanno di tutto per educarli nel rispetto del lavoro e dei sacrifici. Tali sforzi però, sono vanificati dalle tentazioni della strada: soldi facili, potere, rispetto e onore. In questi due episodi emerge come  le giovani leve dei clan vengano utilizzate per portare a termine gli affari più loschi dei boss. La loro è gavetta pura e così come un neolaureato è costretto a far fotocopie e caffè per i suoi colleghi più anziani, gli aspiranti camorristi sono costretti a fare il lavoro sporco all’ interno del clan: spacciano, consegnano armi ed estorcono denaro. Ma se a fine stage agli aspiranti manager non viene rinnovato il contratto, per demeriti o nuovi piani aziendali, nessuno vieterà loro di cercare un nuovo impiego. Per gli aspiranti boss, invece, le cose non vanno esattamente allo stesso modo. La serie Gomorra ci ha infatti mostrato la disumana velocità con la quale il clan decide di liberarsi dei suoi giovani affiliati, uccidendoli senza dar loro alcuna possibilità di cambiare il proprio destino. Quando il loro compito è finito, quando non hanno dimostrato sufficiente coraggio o per motivi più banali, vengono giustiziati da un momento all’altro, senza alcuna pietà. La loro colpa? Aver ceduto ingenuamente al “fascino” di una pistola con la matricola abrasa, aver creduto che il rispetto altrui si conquista con la forza e aver dimenticato che i soldi sono il frutto del sudore, non del sangue.

Tremendamente curioso e goloso, rompipalle al punto giusto, adoro leggere gialli e romanzi storici. Football e internet addicted. Nutro un profondo amore per la Spagna dove ho vissuto un anno grazie al progetto Erasmus, ma il primo amore resta la mia Napoli. Laureato in “Comunicazione pubblica e d’impresa”, ho fondato e gestisco lo spazio web add-communication.com