Photografia | Bob Mazzer, On The Tube

All’origine della paura dell’uomo, in qualsiasi senso questa viaggi e per qualsiasi cosa sia, c’è il non sapere, l’oscuro, l’inconscio. L’uomo ha quindi sentito l’esigenza di pianificare un futuro non appena ha preso coscienza del tempo, sicuro del passato e del presente, bisognava sopperire al terzo tempo che sfuggiva e creava paura. Così nella paura cominciò a nascere in svariate culture l’idea della predizione. Fine del mondo, carestia, mondi subacquei la mente umana è riuscito a partorire di tutto e ovviamente qualche volta ci ha anche azzeccato.

Qualcuno sicuramente avrà immaginato secoli fa un futuro in cui l’umanità passava i suoi giorni sottoterra, beh, quel qualcuno ha quasi fatto centro. In effetti ormai nelle grandi città tutti passano una gran parte del loro tempo sotto terra, spostandosi da casa al lavoro, dall’amata, dall’amante, dall’amico, dai cugini, allo studio, insomma la metropolitana è diventata quasi una seconda casa e ad ogni modo uno dei più grandi mezzi di trasporto pubblici. Per quanto si possa immaginare recente in realtà è un invenzione piuttosto datata e come ogni luogo di raccolta sociale la metropolitana ha visto di tutto e conosce meglio di chiunque altro l’uomo. Una delle più famose, la metro per antonomasia rimane sempre quella londinese.

The Tube, come  la chiamano oltremanica è un vero e proprio tubo pieno di materiale umano variegato al massimo.
Negli anni sono stati a migliaia i fotografi che hanno cercato di avventurarsi mettendo su un progetto basato sul fotografare la gente in metropolitana però al contrario di come può sembrare in teoria, è abbastanza facile passare per maniaci e sopratutto non sempre i risultati vanno oltre il banale. Questo probabilmente perché ormai un obiettivo in un treno della metro di Londra non incrocerebbe più nessuno sguardo, sarebbero tutti chini sui loro mini e maxi schermi.

Fortunatamente c’è qualcuno che ci ha pensato anni fa, per anni fa intendo gli anni ottanta e per qualcuno intendo Bob Mazzer. Bob Mazzer ha passato oltre due decenni sfruttando la metro ogni giorno portando sempre con se la sua fida Leica M4 e il suo infallibile senso estetico. Così con questi ingredienti mischiati bene ciò che ne è uscito è On The Tube, una fantastica collezione di immagini che hanno fermato il tempo sottoterra, un vero e proprio omaggio alla fotografia di strada, sotto le strade.
Godetevi la galleria, non c’è nulla da descrivere e tutto da immaginare!

Fotografia, documentari sulla fauna della savana, astrologia e la lettera H sono le cose che scriverei in una lista di cose preferite. Scrivo per Awsm a singhiozzo da un po' di anni; prima di libri, poi di fotografia, poi di bici. Studio giornalismo e mi piace credermi un fotoreporter in rodaggio. Curo una rubrica di tecnologia e precisamente ora sto scrivendo la mia bio in poche righe. E tu la stai leggendo.