Gomorra, la serie tra cronaca e spettacolo

Michael Corleone, Tony Montana e poi Pietro Savastano.

Quest’ultimo nome suona meno bene degli altri, non ha lo stesso fascino e non rimanda alle mega ville statunitensi o ad Hollywood. Il boss di Gomorra, però, di carisma ne ha altrettanto e ha una caratteristica che lo rende sicuramente più interessante dei sacri padrini del cinema: è tremendamente contemporaneo, proprio come la serie. Le storie, i personaggi, i massacri, gli orrori, sono talmente reali che li guardi prima in Tv e poco dopo ne leggi notizie simili sui quotidiani nazionali. Gomorra è cronaca, non è fantasia e tutto ciò le attribuisce un fascino particolare, talvolta pericoloso. Può esserlo per chi guarda la serie senza “filtro”, senza spirito critico e si lascia rapire dal potere dei soldi, dall’adrenalina che solo il pericolo sa sprigionare, dall’illegalità pura.

È stata preceduta da tante critiche, in primis dagli abitanti di Scampia, stufi, giustamente, di essere associati alla camorra e alla delinquenza. Napoli era stata tappezzata di manifesti che esprimevano la rabbia di coloro che ritengono Gomorra solo come l’ennesimo modo per gettare merda sulla città. Poi è andata in onda, i commenti sono rimasti, ma affiancati da ascolti mozzafiato, che sono cresciuti di puntata in puntata. L’ultima è stata la più vista in assoluto, con 696.379 spettatori medi complessivi, uno share del 2,17% e una permanenza dell’80%. La serie ha avuto un grande seguito anche in rete generando 3000 tweet, di cui 2500 con hashtag ‪#‎GomorraLaSerie‬.

Il segreto di Gomorra, però, non è solo rappresentato da un mix di pistole, agguati e droga. È il frutto di un lavoro pazzesco, di maestri del mestiere. Primo su tutti Roberto Saviano, che ha fortemente voluto che non emergesse nessun giudizio sulle storie raccontate, ha preteso che ci si limitasse a descrivere la realtà, lasciando allo spettatore la possibilità di valutare. Di assoluto rilievo è anche il lavoro dei registi: Sollima, Comencini e Cupellini che riescono perfettamente a descrivere quei luoghi in ogni dettaglio. Se nel film omonimo furono scelti come protagonisti persone del posto, molte delle quali poi arrestate o uccise in agguati, questa volta sono stati coinvolti attori sconosciuti agli amanti della Tv, ma con anni di carriera teatrale alle spalle.

Fino ad oggi siamo stati semplici spettatori, ma la prossima puntata, la nona, vogliamo condividerla con voi.

Come? Con un articolo che verrà pubblicato ogni mercoledì. L’intento è quello di lasciar spazio alle AWSM interpretazioni, ai sentimenti che ci ha suscitato e confrontarli con i vostri.

Stay tuned!

Tremendamente curioso e goloso, rompipalle al punto giusto, adoro leggere gialli e romanzi storici. Football e internet addicted. Nutro un profondo amore per la Spagna dove ho vissuto un anno grazie al progetto Erasmus, ma il primo amore resta la mia Napoli. Laureato in “Comunicazione pubblica e d’impresa”, ho fondato e gestisco lo spazio web add-communication.com