#PHOTOGRAFIA | MIGUEL, L’OCCHIO CHE GUARDA LA MELA

Anno dopo anno il televisore paradossalmente immobile ci ha trasportato ovunque nel mondo, ci ha fatto percorrere migliaia di strade, centinaia di sentieri, fiumi, laghi, mari, oceani, fondali, foreste, città e ha creato quella strana sensazione artificiosa che mi salii quando incontrai alla stazione di Milano Rogoredo Gerry Scotti e sentii dentro la stessa sensazione che si ha quando si incontra uno zio. “Bella zio!” gli volevo dire. Ma non lo dissi. Ero troppo distratto da quella sensazione.

Ad ogni modo, anno dopo anno, ci siamo accorti che bene o male tutte le strade portano a New York. New York è la città che probabilmente si avvicina di più all’ideale che ti fai prima di partire. L’abbiamo vista sotto ogni luce, da ogni angolo e altezza, sommersa da qualsiasi catastrofe eppure c’è chi giorno per giorno riesce a vederci qualcosa di nuovo, c’è chi con occhi mai uguali si sveglia e comincia a scattare foto, raccogliendo scarti di vite altrui.

Ora, scegliere uno tra le migliaia di fotografi che ogni giorno percorrono le strade di NYC, tempio della Street Photography per tirare su gradi scatti è veramente un’impresa, quasi tocca scegliere a caso. C’è qualcuno però che risalta subito, qualcuno di diverso, nuovo, seppure in un mondo postmoderno dove nulla è più nuovo.
Sto parlando di Ruben Natal-San Miguel. Artista e portoricano di nascita poi diventerà fotografo e americano. Attivo durante la fine degli anni ottanta vive il pieno della sua carriera artistica durante gli anni novanta seppure non ancora come fotografo, quando sostanzialmente lavora come mediatore tra le gallerie e i collezionisti. Cresce quindi in mezzo all’arte ma non sposa subito la macchina fotografica.

La sua carriera come fotografo ha un inizio netto, subito dopo l’attacco alle torri gemelle dell’ 11 Settembre, quando si trasferisce dai palazzoni della Upper West Side ai più tranquilli blocks di Harlem. Qui l’impatto con la vita di strada è fortissimo e si sposa immediatamente con il suo gusto artistico dando inizio alla magia. Con la bici sotto e gli occhi pieni di gioia Miguel comincia a girare tutto il giorno per i quartieri della mela collezionando vere e proprie icone sociali contemporanee.

Si concentra sopratutto su Brooklyn e Harlem, le zone che più di tutte le altre offrono un’umanità variegata e spettacolare e dal 2006 comincia a gestire un blog, ARTmostfierce la cui tagline spiega a pieno lo spirito: The latest happening news, places and events in the Art World, mostly in New York City. Informative, fun and with a bitchy note here and there!

Alla base del successo delle immagini di Miguel, cariche di umanità senza spiattellare miseria e decadenza c’è una leggera ricerca del lato gentile, garbato di questi quartieri; dalle sue foto si evince un vero e proprio rispetto per il soggetto ritratto che ricambia premiando Miguel con tutta la carica estetica e la naturalezza che un soggetto può offrire ad un fotografo.

Una delle sue ultime esibizioni è Up, Close and Personal a Brooklyn e (posa quella valigia!) purtroppo è finita lo scorso 13 Maggio. L’artista però si dimostra prospero e attivo quindi se per vostra fortuna avete in agenda un viaggio oltreoceano, save the name!

Fotografia, documentari sulla fauna della savana, astrologia e la lettera H sono le cose che scriverei in una lista di cose preferite. Scrivo per Awsm a singhiozzo da un po' di anni; prima di libri, poi di fotografia, poi di bici. Studio giornalismo e mi piace credermi un fotoreporter in rodaggio. Curo una rubrica di tecnologia e precisamente ora sto scrivendo la mia bio in poche righe. E tu la stai leggendo.