Vice on Sky TG24 | INTERVIEW Andrea Rasoli

Chiunque si sia trovato a sostenere un esame di antropologia o sociologia conoscerà bene il metodo dell’osservazione partecipante introdotto da Malinowski che consiste nell’immergersi completamente in una situazione, società o cultura e raccontarla al mondo partendo dal suo interno, avendo l’abilità e la freddezza professionale di avvicinarsi il più possibile alla storia che si sta raccontando senza lasciarsi coinvolgere, mantenendo una distanza che va sempre di più ad accorciarsi, ma mai a estinguersi. C’è chi da questo metodo ha preso spunto per il proprio progetto, unendo alla ricetta una nota speziata, un bel po’ di lingue senza peli e ragazzi pronti a partire senza necessariamente porsi il problema di tornare!

Dal 4 Maggio Vice, da sempre solo in versione cartacea e web, fa un occhiolino piuttosto hot alla tv e incontra Sky TG24. Con una sola domenica di programmazione alle spalle, questa novità nell’aria già si sente e fa la differenza, la collaborazione con Sky sembra infatti aver decisamente colmato un vuoto che non sapevamo di avere, ma di cui ora è impossibile fare a meno. Un vuoto lasciato da storie che non avevano spazio in un palinsesto tradizionale, immagini live di spaccati dal mondo in cui raramente eravamo soliti “inciampare” facendo zapping (che non è zappare in inglese come pensa mio nonno). Bene, dopo aver visto la prima puntata di Vice on Sky TG24 c’è venuta voglia di fare quattro chiacchiere con Andrea Rasoli, publisher e founder di Vice Italia, per saperne qualcosa di più.

Innanzitutto ciao Andrea, buongiorno e benvenuto su AWSMmag!

Veniamo subito al dunque, fin ora l’idea principale che si aveva di Vice era quella del giornale stampato, distribuito nei vari shop delle grandi città e che girava per le case degli studenti, successivamente sbarcato in Rete. Si può dire che avete portato il giornalismo d’assalto senza censura a portata di mouse. Qual è l’intento di Vice nel proporre le sue immagini in Tv?

In realtà l’esigenza non nasce da VICE ma dai Media Televisivi: prima Statunitensi e poi Italiani, che alla ricerca di contenuti di qualità e di fronte ad un evidente spostamento dell’audience giovane verso piattaforme digitali on-line, hanno identificato nel linguagio di VICE un’opportunità per confezionare una nuova semantica televisiva direttamente derivata dai documenta realizzati per le nostre properties web già note e apprezzate dalla nostra audience di riferimento: 18-34 (16-40)anni. Ciò premesso, siamo felici di poter ampliare la nostra offerta editoriale arricchendola di una serie televisiva, nello specifico realizzata per SKY.

Pensi che una volta approdati in Tv i contenuti o l’orientamento di Vice possano restare fedeli alla linea del web e del cartaceo, continuando la tradizione del giornalismo crudo e puro?

Assolutamente, e per noi non potrebbe mai essere diversamente, come per qualsiasi contenuto prodotto da V ice, le tematiche sono state scelte dalla nostra redazione dopo un’ attenta analisi su ciò che, in linea con il nostro linguaggio, potesse funzionare sotto un aspetto narrativo in televisione.
È vero che lavorare per il media televisivo e nello specifico un canale di news ci ha obbligato a modificare anche sotto un profilo autoriale l’approccio critico e analitico alle storie che abbiamo poi scelto di approfondire e raccontare. Ci è capitato infatti di dover rinunciare a diversi spunti di inchieste e reportage che sulla carta reputavamo particolarmente forti e calzanti, e che avrebbero funzionato perfettamente sia per la nostra rivista che per la nostra piattaforma web, ma che non siamo riusciti a declinare sul media televisivo perché appunto ciò che funziona per il web spesso non è adattabile alla televisione. Ciò premesso quello che abbiamo fatto in alcuni casi è stato aumentare il ritmo dell’ editing e lavorare molto sulla post-produzione, il format negli stati uniti è stato confezionato infatti per HBO che rappresenta per antonomasia il canale che produce le serie televisive più ricche e curate al mondo. Il risultato lo potrete vedere e giudicare ogni domenica sera per le prossime 8 settimane.

Come è nata la collaborazione tra due mondi così vicini e pure sostanzialmente lontani? Come mai Sky TG24 ha scelto proprio Vice Italia e come mai Vice Italia Sky TG24?

ll nostro dialogo con Sky Italia è dovuto alla mediazione di Vice US, il recente ingresso di Rupert Murdoch nella compagine societaria di Vice Media Inc. ha ovviamente agevolato il dialogo. Ciò premesso il rapporto Vice-Sky in Italia è il primo fra i tanti paesi in cui esiste una copresenza delle nostre aziende e questo proprio perché Sky Italia ha voluto aprire spontaneamente un confronto con Vice Italia e dare vita al format: Vice on SkytTG24. Il progetto nasce dalla trasposizione italiana del format Vice On HBO la cui prima stagione ha visto la luce negli Stati Uniti a Maggio 2013, si è partiti da quella inventory di contenuti per assemblare la serie italiana che è costituita appunto per metà dalle storie realizzate per HBO e per metà da storie inedite realizzate appositamente da Vice Italia per l’audience di SkyTG24. Noi come Vice Italia siamo convinti che Sky sia il partner ottimale fra i players Italiani dello scenario relativo ai media tradizionali, e senza ogni dubbio il migliore produttore e distributore di contenuti di qualità e innovativi.

Vice è tendenzialmente un giornalismo fatto per i giovani dai giovani, ma è pronto a crescere con loro creando adulti critici, irriverenti e responsabili o si pone più come una salda dogana pronta ad accogliere sempre nuove generazioni da formare?

Credo entrambe le cose. Oggi Vice è senza alcun dubbio la voce dell GENRAZIONE Y ma è anche vero che stante la crescente dimensione della sua offerta di contenuti tematici una sempre più ampia e trasversale audience, anche di età matura, si è avvicinata alla sua realtà. Io ho fondato Vice Italia 10 anni fa e tutt’ora, anche avvicinandomi ai 40 anni, mi identifico nei suoi contenuti così come avviene per persone di 20 anni più giovani di me.

Cosa diresti a qualche persona un po’ bigotta di vecchia generazione che si ferma per cinque minuti su Vice on Sky TG24 e comincia a bofonchiare critiche generalizzate?

Onestamente non saprei cosa dirgli. Non credo che oggi ci sia ragione di bofonchiare davanti ai nostri contenuti, come dicevo sempre più trasversali, ma come per tutto possono piacere o meno e non credo di aver alcun diritto per imporre o confutare che cosa debba piacere e che cosa no. Noi facciamo quello che piace a noi, gli altri sono liberi di scegliere.

Pensi che quest’esperienza possa portare Vice verso una nuova direzione, lasciando che si evolva in maniera libera o l’atteggiamento di Vice sarà quello di andare lontano in esplorazione restando comunque ancorato al concept originale?

Questa esperienza non cambia nulla nel percorso evolutivo di VICE e credo che ne arricchisca unicamente l’offerta e la completi. Tutto ciò che sta avvenendo era comunque nei nostri piani già 10 anni fa, ora sta solo trovando spazio per esprimere a pineo il suo potenziale. VICE è e resterà VICE sempre e comunque, diveramente non sarebbe più VICE.

Vedi qualche altra importante collaborazione all’orizzonte o il contatto con Sky TG24 è da considerarsi come un buon punto di arrivo a un obiettivo ben preciso?

Per il momento verifichiamo l’andamento di questa prima serie, è indubbio che ci sia la volontà di continuare. Non mi sbilancio ulteriormente ma siamo fiduciosi che il nostro rapporto con SKY si consolidi e cresca in un futuro anche breve.

Sinceramente, qual è la tua puntata preferita?

Non posso rispondere a questa domanda, è come chiedere ad un genitore quale figlio prediliga. I figli sono tutti uguali benché diversi. Ai miei occhi le puntate sono infatti tutte belle benché diverse fra loro…

Bene, penso sia tutto, grazie mille Andrea, complimenti per la nuova direzione intrapresa e in bocca al lupo da tutto lo staff e i followers di AWSMmag.

Grazie mille!
A.

Fotografia, documentari sulla fauna della savana, astrologia e la lettera H sono le cose che scriverei in una lista di cose preferite. Scrivo per Awsm a singhiozzo da un po' di anni; prima di libri, poi di fotografia, poi di bici. Studio giornalismo e mi piace credermi un fotoreporter in rodaggio. Curo una rubrica di tecnologia e precisamente ora sto scrivendo la mia bio in poche righe. E tu la stai leggendo.