# Libri | Philip K. Dick, Scorrete Lacrime, Disse il Poliziotto

Durante una conferenza tenuta al Metz Sci-Fi Festival in Francia, con l’espressione serena, enigmatica e surreale che lo caratterizzava Philip K. Dick siede come ospite al tavolo davanti ai fan, giornalisti e fotografi. Philip comincia a parlare di una concezione dell’universo tutta particolare, in realtà nessuno si aspettava un intervento di questo tipo, ci si aspettava che cominciasse a parlare del suo ultimo libro pubblicato, A Scanner Darkly tradotto in Italia con Un Oscuro Scrutare dal quale è stato tratto uno dei più bei film ottenuti con la tecnica del rotoscope. Philip sin da subito sembra non voglia parlare di questo, lo si capisce dalle parole che aprono il suo discorso, fedeli al suo linguaggio letterario ma agghiaccianti da sentire dal vivo: “the subject of the speech is a topic which has been discovered recently and which may not exist at all. I may be talking about something that does not exist, therefore i’m free to say everything or nothing.

Quello che segue è una descrizione dettagliata del mondo di Matrix, il capolavoro dei fratelli Wachowski, il solo problema è che siamo nel 1977, ben 22 anni prima che nelle sale dei cinema Neo svegliasse tutte le nostre coscienze da dormienti.
Tutta la vita di Philip K. Dick è zeppa di coincidenze, previsioni, illuminazioni e concezioni esistenziali ai limiti dell’umano. Ciò che accade a Dick non è di scrivere dei romanzi di fantascienza da vendere per arrivare a fine mese, Philip pare semplicemente raccontare il mondo che trova davanti ai suoi occhi, che poi appaia come fantascienza è una conseguenza inevitabile per una persona come lui. Dick arriva perfino a predire il giorno della sua stessa morte, punto di partenza per la sua santificazione nel mondo della fantascienza alla quale ha fornito più materiale che chiunque altro autore. Se Neuromante di William Gibson, punto saldo di inizio del genere è considerato il padre della letteratura cyberpunk, l’intera bibliografia di Dick è il nonno, anzi il profeta di questo genere.

Il cyberpunk è il mondo in cui si rifugia Dick, è il mondo che egli stesso si costruisce intorno aiutato dall’assunzione di droghe allucinogene ed esperienze personali ai limiti dell’immaginabile. Tutto ciò si mischia in un solo uomo dando vita ad una delle più creative penne mai esistite, apprezzato anche da chi odia il genere per la leggiadria dei suoi romanzi, la spaventosa vicinanza all’intimità di ognuno di noi attraverso mezzi così lontani, la capacità di rapire e forse lasciare andare a fine libro il lettore. Chi ha tra le mani un romanzo di Dick ha tra le mani la porta per un universo parallelo, ciascun libro una porta diversa e un diverso universo, ciascun universo con le sue leggi lontane eppure così umane.

Dalla sua penna sono usciti romanzi che hanno segnato generazioni intere come L’uomo dai Denti Tutti Uguali, Un Oscuro Scrutare, Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche dal quale è stato tratto il film culto Blade Runner, Minority Report. Uno dei suoi romanzi meno chiacchierati e forse uno dei più forti è senz’altro Scorrete Lacrime, Disse il Poliziotto, un vero e proprio biglietto di sola andata per un mondo fatto di incertezze, emozioni clandestine, trama veloce e i temi più cari a Dick come quello del controllo sociale, dell’uso di sostanze psicotrope e l’esistenza di universi paralleli. Scorrete Lacrime è diverso, è uno dei migliori romanzi di Dick, appena cominci a leggerlo la prima cosa che ti salta in mente è perché nessuno abbia mai pensato di renderlo un film, ti accorgi però andando avanti che in qualche modo è già un film.

Dick ha il potere di lasciarti entrare nei suoi universi facendoti usare le parole come chiavi per il portone d’entrata e una volta entrato neanche fai più caso alle parole, le lettere diventano volti, come in una sorta di Matrix, tutto diventa fisico, le emozioni sono descritte e disegnate con una tale perizia che pare stia descrivendo te che leggi, è il suo modo di farti sentire a casa. Così ci si trova a rincorrere Jason Taverner, il protagonista per le strade dello sprawl governato da uno stato di polizia, pare quasi di seguirlo spiandolo, appiattendosi ai muri per non farsi scoprire. La logica del risveglio dopo un incidente senza ricordare alcuna cosa è totalmente capovolto, così Taverner si sveglia dopo un incidente e tutti si sono dimenticati di lui o meglio è proprio come se non fosse mai esistito per nessuno, nonostante lui sia una famosissima star, il migliore conduttore televisivo, cinico e bellissimo, intelligente, sognato dalle donne, rivestito di successo e privilegi.

Comincia il viaggio clandestino del signor nessuno attraverso uno stato in cui l’identità è il lasciapassare per la propria “libertà”, un viaggio che inizia in una dimensione per terminare in mille dimensioni diverse.
Dick sembra non obbedire per niente alle regole della ragione, per seguirlo bisogna saper parlare al proprio cervello e sapergli dire ok, adesso non ti impressionare e in questo ti aiutano le prime pagine che ti accolgono quasi con compassione per la tua normalità. Scorrete Lacrime, Disse il Poliziotto è qualcosa di più di un romanzo, è una vacanza in un posto dove non si possono scattare foto o inviare cartoline, dove per arrivare non servono aerei, perché è proprio dentro la nostra mente e il libro altro non è che la chiave per entrarvi.

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).