Di fede calcistica e ultras

Questa premessa è dovuta: non amo il calcio, direi quasi che lo detesto, non lo seguo e le mie conoscenze si fermano ad un superficiale bombardamento subito dai media. Sincerità fatta, adesso potreste dirmi che non sta bene parlare di cose che non si conoscono a fondo – e sarei d’accordo con voi – ma, dopo la partita di coppa Italia della scorsa settimana, non ho potuto tacere un pensiero lampante: davvero una squadra di calcio, anzi due squadre, anzi un’intera manifestazione sportiva di lunga data come la suddetta coppa è sottomessa alla volontà di una tifoseria, anzi di una persona che si elegge – o è eletto – quale capo della tifoseria stessa? Davvero c’è stato il “consenso” di suddetto personaggio – sapete tutti a chi mi riferisco – a far iniziare una partita di coppa Italia?
Ora, lo ripeto, non ne so nulla di calcio, ma dalle poche nozioni acquisite negli anni, ho appreso che una partita come quella tra Fiorentina e Napoli non è equiparabile alla partitella in oratorio dove insomma si fa un po’ il cavolo che si vuole.

Scontri, violenza, feriti – e tutto questo fuori dall’Olimpico – corse in ambulanza che portano a feroci tumulti tra le mura dello stadio e ad un inevitabile incontro dei triumviri* per decidere le sorti della partita – tra di loro, autorità giudiziarie e sportive, sotto gli occhi dei VIP in tribuna che voltavano lo sguardo altrove fingendo che non stesse accadendo nulla, c’era anche ’a carogna.

*Triumviri, dal latino tres viri – tre uomini – il triumvirato in Roma antica era il collegio di tre persone, titolari di funzioni pubblicamente rilevanti.

Non riesco a comprendere come una manifestazione sportiva si tramuti in una guerra civile.
Non capisco perché alla violenza si risponda solo con altra violenza e, soprattutto, non capisco perché un capo ultras, come un generale di fanteria dall’alto del suo destriero, decida, con un semplice gesto, le sorti di centinaia di altri tifosi-soldati semplici. Per dissipare qualche dubbio e schiarire le idee ho fatto alcune ricerche, tracciato l’identikit dell’ultras perfetto – una condanna penale deve esserci come condizione irrinunciabile, va bene anche un piccolo arresto per spaccio o scippo in motorino, non disperate – cercando di capire la fonte della loro influenza.

In prima fila come conditio sine qua non, subito dopo la fedina penale sporca, si trova la fedeltà alla squadra. Per essere un vero ultras bisogna essere custode e guardiano delle partite, la squadra va seguita e sostenuta in ogni trasferta – anche se questo punto avrei da ribattere. Bisogna sapere dare di pugni, perché i veri ultras si battono a mani nude – potete ammazzarvi anche, ma senza armi mi raccomando.

Il vero ultras non dismette mai i colori della propria squadra e lotta per essa sette giorni su sette – si insomma, dimenticate di avere una vita sociale/lavorativa normale, si parla solo di calcio schemi allenatori calcio calcio-mercato e ancora calcio. Essere ultras è uno stile di vita. Non si è semplici tifosi, ma qualcosa in più – poi magari qualcuno me lo spiega meglio sto fanatismo fatto degli ultras.

Stabiliti i punti cardine intorno ai quali ruota la filosofia degli ultras, mi sono chiesta: che credenziali ha Genny ‘a carogna – intuibili, in verità, visto il folkloristico nomignolo – e perché tutta la curva dei tifosi napoletani pendeva dalla sue labbra. Girando su internet ho trovato la sua storia.

Gennaro De Tommaso, figlio di un presunto affiliato al clan camorristico del Rione Sanità dei Misso, un arresto per droga, vari daspi all’attivo e sospetto organizzatore di vari furti ai danni dei calciatori, come punizione per la condotta non esemplare in campo – su questo punto ci sono testimonianze di un pentito, Russomagno, che ha spiegato ai PM come agivano il gruppo dei Mastiffs e la camorra durante le spedizioni punitive.

Fonte.

Leader indiscusso dei Mastiffs – tutta gli ultras erano in attesa di un suo piccolo gesto per scatenare l’inferno, o lasciar iniziare la partita.

QUI troverete qualche altro aneddoto.

Dopo queste brevi ricerche il quadro mi è apparso chiaro.
Riassumendo con parole chiave: camorra, droga, rapina a fini di estorsione
Che altro aggiungere; nessun politico ha ancora pensato di candidare Genny ‘a carogna nella propria lista?

Sono sicura che questo sarà il prossimo passo, d’altronde si sa che niente sta più a cuore agli italiani del calcio. E in più, in parlamento ‘a carogna avrebbe buona compagnia.

Stilatrice compulsiva di liste, post-it e foglietti volanti ricoprono la mia scrivania. Mi destreggio da equilibrista tra un’udienza in tribunale ed una mostra fotografica. Adoro il cinema, ho una cotta per Mastroianni e vorrei vivere in un film di Wes Anderson. La mia parola preferita è Vintage, tutto ciò che è appartenuto al passato deve essere mio; ascolto musica in vinile – sussultando ad ogni fruscio – prediligo la fotografia analogica e i vecchi libri impolverati delle bancarelle di Mezzocannone. Detesto il cinese, ma non smetterei mai di mangiare sushi e hot fudge. Sogno di vivere tra Parigi e New York, a metà strada tra Amelie Poulain e Carrie Bradshaw. Instagram: SOFIA_ZIMMERMAN