Heartbleed, il bug che sta seminando il panico in internet

Sin da quando l’uomo ha messo piede sulla terra la sua più grande paura è stata quella di scomparirvi. Nei secoli le reazioni sono state le più svariate e fantasiose, specie nel medioevo, periodo di fuoco per credenze e superstizioni, non che comunque l’idea di fondo non fosse vera. Con il passare degli anni, ma sopratutto con il traslare della nostra vita nel digitale e nel virtuale l’angoscia di scomparire è stata quasi del tutto proiettata nel mondo multimediale.
Ne è uno dei più chiari esempi il famoso Y2K che avrebbe dovuto distruggere tutti i computer allo scoccare del nuovo millennio e quindi anche le nostre preziose vite. Dato che non poteva più avere un computer.

Per motivi che non sto qui a dirvi, poche persone ricordano sul serio cosa sia successo la notte del capodanno del 1999, ma i pochissimi sobri e sopratutto i sanissimi computer che sono rimasti intonsi dimostrano che era tutta una farsa creata dagli allarmisti. Qualche studioso ha anche spiegato l’avvenimento del catastrofismo dal punto di vista psicologico, dicendo che la paura più grande dell’uomo, che è quella di scomparire, si attenua un po’ quando viene fissata con precisione nel tempo invece che essere lasciata con angoscia in agguato senza una precisa previsione.

Se c’è una cosa che, insieme ai computer e alle nostre vite virtuali non è cambiata, nonostante l’incredibile progresso nel settore è l’esistenza dei virus, bug e malwareCome avviene per la perfetta macchina umana, anche i nostri amati compagni digitali si ammalano e non importa quanto lontano andrà la tecnologia perché l’impero del male si muoverà sempre di pari passo. 

Proprio in questi giorni è saltata fuori la notizia dell’esistenza di un bug abbastanza grave.
Affibiatogli immediatamente il letterario appellativo di Heartbleed, il pericoloso bug si sta facendo strada nel web come un blob alieno seminando il panico nei più vulnerabili utenti di internet.
In effetti la paura è giustificabile poiché ad essere vulnerabili sono due terzi dei siti mondiali dato che il bug riguarda uno dei sistemi più utilizzati per la crittografia del traffico, il pacchetto OpenSSL, utilizzato da nomi come Yahoo, Comixology, Flickr, Imgur ecc.

Il pericolo è che sono esposti dati e informazioni protette come identità, password, nomi e contenuti. Fuori pericolo i giganti Facebook, Google, Wikipedia, Amazon, Twitter, Apple e Microsoft. Se la questione vi sta a cuore o se volete saperne di più, al neonato bug è stato dedicato un sito apposito ricco di informazioni tecniche utili e di FAQ.

Fotografia, documentari sulla fauna della savana, astrologia e la lettera H sono le cose che scriverei in una lista di cose preferite. Scrivo per Awsm a singhiozzo da un po' di anni; prima di libri, poi di fotografia, poi di bici. Studio giornalismo e mi piace credermi un fotoreporter in rodaggio. Curo una rubrica di tecnologia e precisamente ora sto scrivendo la mia bio in poche righe. E tu la stai leggendo.