#Libri | Thomas Bernhard, Il Soccombente

Glenn Gould è un genio.

Se guardi un video in cui suona il pianoforte, ormai che non c’è più e che vederlo suonare dal vivo è una fortuna che non può più capitare, noti quasi subito che in lui c’è qualcosa di diverso, qualcosa che non riguarda il suo modo praticamente impeccabile e originale di reinterpretare la musica che legge, qualcosa che va oltre il prendere Rachmaninov è trasformarlo in Rachmaninov suonato da Gould, c’è qualcosa in lui che è strano, qualcosa che si nota quando lo si vede canticchiare mentre suona seduto sulla sedia fatta costruire dal padre, dalle gambe regolabili singolarmente e dalla quale non si staccherà mai nemmeno quando era ridotta in pezzi, portandola con se ed usandola ad ogni suo concerto.

Glenn non riesce a suonare senza canticchiare, senza quello che sembra un vero e proprio lamentio, un mormorio sotto voce che tanto aumenta quanto incalza la musica. Quando gli fu chiesto come mai mormorasse così tanto mentre suonava rispose che era una cosa non soggetta al suo controllo e che tanto più l’esecuzione si discostava dalla sua visione, cioè quanto più secondo lui sbagliava tanto più alzava la voce come a correggere.

Glenn Gould non è solo questo, è un senza tempo, una personalità senza eguali, una vero e proprio genio del pianoforte. La sua breve e originale esistenza affiora vivida più che mai dalle pagine vagamente autobiografiche de Il soccombente di Thomas Bernhard. Il Soccombente è un vero e proprio flusso di coscienza dalle cui pagine, lettera dopo lettera prendono forma tre personaggi e il rapporto fittizio che li lega.

I protagonisti sono tre giovani studenti, tra i quali l’autore e Glenn Gould che studiano musica sotto Vladimir Horowitz ma il vero e proprio collante della storia, il cardine del libro è il rapporto tra i tre giovani, rapporto che cambia moltissimo nel tempo, iniziando come tutte le amicizie per poi finire tragicamente e in maniera graduale man mano che il genio di Gould cresce a dismisura eliminando ogni possibilità di paragone, ogni concorrenza arrivando ad eclissare gli amici destinati a studiare per diventare mentre lui non potrà mai diventare, perché per l’appunto è.

L’intero libro sembra un vecchio treno ma stabile, che viaggia su un unico binario, cigolante dritto verso la sua destinazione che all’inizio è quasi ignota e poi da metà viaggio in poi comincia ad essere non solo chiara, ma addirittura inesorabile.

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).