#Libri | Adam Johnson – Il signore degli orfani

Ci sono storie e storie; ciascuna è diversa dall’altra, è un discorso senza tempo.
Di tempo però ce n’è per parlare del fatto che se di storie ce ne sono infinite, di quelli che le raccontano come si deve ce ne sono sempre di meno. Una buona storia non nasce da se, nasce da un buon narratore, fino ad oggi vi ho parlato sempre di buoni narratori, cosa che continuerò a fare, ma oggi mi sento un po’ meno buona e voglio parlarvi di un narratore così così.

A proposito di tempo, la storia che ci racconta Adam Johnson, sembra non averne, ma non partite con il pregiudizio negativo imposto dal cappello di quest’articolo, infatti il signore degli orfani proprio per questo suo aspetto è una gran bella lettura.  Meno piacevole sono i fiumi di parole in più usati per descrivere scene veloci o concetti semplici, forse è stato un escamotage usato per ambientare meglio il lettore al punto di vista orientale, più calmo e flemmatico, ma nonostante gli sia valso il Pulitzer, resta un romanzo molto lento, ma sopratutto un romanzo nord coreano di pugno statunitense. 

La storia è semplice ma originale, inconfondibile il tocco tutto americano dei colpi di scena drammatici e delle storie di vita estreme, testimone ne è il protagonista, figlio di una madre rapita e di un direttore di orfanotrofio, vittima di una società disumana dalla quale proverà a scappare avvicinandovisi il più possibile, fino a fondervi, entrando in una simbiosi che si può capire solo arrivando al cuore del libro passando per tutte le parole in più usate, che a questo punto diventano (ahimè) essenziali.

Indubbiamente lo stile di Johnson è uno stile professionale, non molto pulito o veloce e viene parecchio da pensare, una volta chiuso il libro se l’autore ci sia stato veramente in Corea del Nord, poi ci si fa due conti e si capisce che forse la risposta è no. Ad ogni modo Il signore degli orfani non è un vero e proprio amo et odi, ma sicuramente crea in chi lo legge un piacevole moto dato da un continuo conflitto tra il fiume in piena inarrestabile delle parole e il loro sincero essere indispensabili.

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).