#Libri | Grace McCleen “Il posto dei miracoli”

Succede spesso che alcuni libri, ovviamente quelli più belli, ti rapiscano e ti portino a spasso per le strade che conoscono solo loro. La maggior parte delle volte, parlo sempre di quelli più belli, ti prendono come per mano e si aggrappano rapendo la tua attenzione, prendendone briciole sempre più grandi. Mi è capitato quasi sempre di accorgermene e di abbandonarmi volentieri a questo dolce rapimento, altre volte prima che te ne accorgi il libro è già finito e ne cerchi ancora, invano.

Quello che è successo con Il posto dei miracoli è qualcosa di lievemente differente, sembra che rapendomi si sia aggrappato non alla mia attenzione ma alle mie emozioni, prendendomi per il cuore e creando un filo netto tra me e le sue pagine. La storia di Judith è una storia molto toccante, passa dall’infanzia di tutti e si staglia con forza nella schiera degli avvenimenti quotidiani dal crudo e tiepido realismo dei nostri tempi.

Judith, come quasi tutti noi siamo stati, è una ragazzina piena di fantasia, immaginazione e profonda personalità, vive in un contesto molto pesante, quello di una setta fondamentalista della quale il padre è un confratello dal quale sfugge quasi senza volerlo attraverso l’unica porta che trova aperta tra le mille rigide regole dell’estremismo religioso: la fantasia.
E’ così che oggetti senza volti si animano di interessanti personalità, diventando vere e proprie microsocietà. Quello che si ritrova ben presto a fare Judith è creare un microcosmo, quasi ad imitazione dello stesso Dio del quale la società in cui vive è tanto timorata.

Il microcosmo di Judith, animato dalla sua fantasia, riprende con geniale semplicità e sobrietà un tema che ha poco a che fare con la leggerezza, quello quasi mai toccato del rapporto tra micro e macro, lo stesso tema che porta a pensare quanto siano simili pianeti e atomi e lo stesso con cui ci trovavamo ad avere a che fare quando giocavamo con le formiche al parco, da piccoli.

Grace McCleen ha saputo prendere con leggerezza da dentro a ciascuno di noi quella sensazione che si prova nel proiettare su qualcuno di piccolo la propria piccolezza e l’ha saputo rendere così leggero e delicato da farlo maneggiare ad una bambina di dieci anni, il tutto racchiuso nella magia di un libro che sa insegnare molto di più di quanto ci si aspetta e che ha come collante per le sue pagine quello di rapire il cuore di chi legge, prima ancora degli occhi.

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).