#libri | La Caduta

Il mondo dei libri è una vera e propria foresta che pullula di vita, c’è il sottobosco, ci sono i rami alti, ci sono gli antri oscuri e ci sono spiragli di luce e questa è una foresta con una fauna veramente varia. Ci sono libri che leggi per il gusto di leggere, per finire le pagine che altrimenti ti darebbe fastidio aver solo iniziato; ci sono libri che invece ti accorgi che cominciano a piacerti a due pagine dalla fine; ci sono libri che ti colpiscono per originalità e poi ci sono libri come La Caduta di Diogo Mainardi, che sostanzialmente è indefinibile.

La Caduta è un libro che un padre dedica al figlio, un libro pieno di amore, un libro che si snoda in 432 magici paragrafetti in cui un padre riesce ad amare il figlio, disabile dalla nascita per un danno cerebrale causato da un medico, e a farlo amare a tutti, senza mai cadere nel banale o nel volere causare pietà in chi legge.

«La comicità slapstick era un linguaggio che capivamo tutti. Tito cade. Mia moglie cade. Io cado. Ciò che ci unisce – che ci unirà sempre – è la caduta»

Attraverso queste originali pagine, piene di un genuino amore che impariamo quasi subito a condividere, conosciamo la storia universale attraverso una prospettiva tutta diversa, la prospettiva di Tito, il figlio che Diogo fa incrociare con il cammino di personaggi come Leopardi, Napoleone, Rembrandt, Proust, Josef Mengele e Neil Young. Di libri originali ce ne sono molti, di libri necessari anche, ci sono anche molti libri che fanno sorridere e che alla fine fanno anche commuovere ma un libro come La Caduta è diverso, sembra che con il suo stile così unico riesca a perforare quello strato che ci circonda e a diventare subito intimo, personale, familiare e cominciamo a viaggiare insieme a lui, finché non si chiude l’ultimo dei 432 paragrafi, lasciandoci completi, sazi di ironia, di amore, di umanità senza essere in debito di pietà verso qualcuno che non ne ha bisogno.

Mainardi ha scritto un libro sulla paternità, ma il modo in cui l’ha scritto l’ha reso un vero e proprio compagno di vita da leggere e rileggere quando se ne ha bisogno, quando ci si sente così tanto appesantiti dalla società, così inquinata, da sentire il bisogno di trovare un po’ di purezza in quella felicità che solo un figlio può dare a un padre.

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).