#Cinema | Saving Mr.Banks

La nostra valutazione

Chi poteva mai aspettarsi che il vero protagonista di Mary Poppins fosse Mr. Banks?

È questa la rivelazione che ci fa “Saving Mr.Banks”, la nuova pellicola di John Lee Hancock che parla della storia (vera), dietro la storia. Ovvero di come Walt Disney corteggiò per quasi vent’anni la scrittrice P.L. Travers, autrice del libro sulla tata più famosa del globo, per acquisirne i diritti e farne un film. L’aveva promesso alle figlie, Walt Dinsey. E non poteva deluderle. Per fortuna di tutti i bambini (e non solo) del mondo che si sono potuti godere un classico indimenticabile. “Saving Mr. Banks” è un film per tutti, anche per i più cinici. Del resto anche la Travers arriccia il naso al cospetto di Topolino, perché odia i cartoni animati. Il suo carattere burbero e scontroso spinge il film al di là dello “zuccheroso”, facendolo diventare una commedia drammatica di tutto rispetto.

Con un grande Tom Hanks nei panni del padre dell’animazione e una altrettanto grande Emma Thompson in quelli della bisbetica scrittrice. Il film ricorda come nel cuore di ogni storia ci sia sempre un segreto insospettabile e come un narratore scriva sempre “per qualcuno”. In questo caso “quel qualcuno” è il padre della scrittrice di Mary Poppins (interpretato da Colin Farrell). È lui, in realtà, che la tata viene a salvare, è per lui che la Travers ha creato Mary Poppins. Senza una grande ferita nel cuore di una donna, scrittrice, un personaggio importante per generazioni intere di bambini non sarebbe mai esistito.

È un film bellissimo che tocca le corde della memoria dell’infanzia e non solo. Tocca le ferite individuali e spiega come si possa dedicare una vita a un solo scopo. E come questo diventi la cosa più sacra che ognuno ha in sé. Lo capisce Walt Disney in uno dei dialoghi più belli del film e comprende che il solo modo per ottenere i diritti è assicurare che “Banks sarà per sempre salvato, certo forse non nella vita, ma nell’immaginazione.” Era stato lo scopo della vita della scrittrice, perché, come dice Walt Disney “È questo che facciamo noi narratori, ristabiliamo l’ordine con l’immaginazione.”

Questa pellicola in fondo racconta i sogni ad occhi aperti che facciamo tutti, ma che uno scrittore ha il dono di tramutare in storie universali che diventano libri e film. Un racconto nel racconto sullo sfondo dei colorati studios Disney, arricchito da personaggi che non perdono l’allegria grazie all’immaginazione (Walt Disney, l’autista Rolf) e dai divertenti battibecchi tra Disney e Travers. Con “Saving MR.Banks” scopriamo un po’ dell’identità del primo che Tom Hanks ha studiato nei dettagli, mentre continui flashback che ripercorrono l’infanzia della Travers ci spiegano il perché di ogni suo gesto. Puro piacere è inoltre rintracciare nel film parole, espressioni o atteggiamenti che ognuno ha poi ritrovato in Mary Poppins. Il vento dall’Est, il tè con un po’ di zucchero, la borsa della zia Ellie e così via. Un gioco di indizi che ci ricordano di come questo sia sì un film drammatico, ma immerso nel mondo delle favole. Il finale con la Travers sotto il braccio di Topolino che simboleggia il congiungersi di vita vera e immaginazione è una chicca.

Questa pellicola ha molti meriti cinematografici: è ben scritta, ben sceneggiata, ben recitata anche dai personaggi minori (Ruth Wilson, Paul Giamatti, B.J. Novak) ma soprattutto, a partire dalle musiche, gode di un’aura che lo rende irresistibile che poche pellicole possono dire di avere: quella delle favole. E in particolare di una di quelle che ha fatto la storia del cinema.
Perciò, un avvertimento, un’istruzione per l’uso: non vi sembrerà grande se prima di vederlo non vi siete fatti abbastanza piccoli da ricordare i vostri sogni.

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.