Interview | BioRadar.net, il primo Social Network dedicato al Bio e Green

AWSMmag inaugura oggi la prima di una serie di interviste dedicate al mondo delle StartUp italiane e dei progetti innovativi. Uno sguardo nuovo sull’universo Made in Italy, che getta luce su tutte quelle realtà che fanno dell’innovazione e dell’imprenditoria il motore reale del Paese Italia.

Partiamo dunque con Bioradar.net, il primo Social Network italiano interamente dedicato al mondo dell Bio, della Green Economy e dell’eco sostenibilità. Abbiamo intervistato il suo fondatore Sandro Russo.

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Ciao Sandro e benvenuto su AWSMmag. Ci vuoi parlare di cos’è e come è nato il progetto BioRadar?
“Bioradar.net è una piattaforma social dedicata alla green philosophy, che racchiude 3 aspetti diversi: sul sito sono presenti infatti un’area blog, una sezione di social network e un market place. Questi ultimi due aspetti sono quelli che rendono innovativa la piattaforma: su Bioradar infatti ogni utente può iscriversi gratuitamente e ottenere un account personale con il quale operare sul sito; ad esempio chi gestisce un’attività o organizza un evento in linea con i valori che promuoviamo, potrà inserire la sua realtà nell’archivio del sito creando una pagina-attività o una pagina-evento su cui caricare le relative info, foto e contatti e tramite cui tenere aggiornato il pubblico sulle ultime novità, pubblicando messaggi nella bacheca a disposizione di ogni pagina. Una sorta di sito promozionale, al quale può essere aggiunta la sezione shop tramite cui vendere anche prodotti e servizi.

Il tutto avviene perciò in completa autonomia e l’affidabilità delle realtà iscritte a Bioradar è certificata dagli stessi gestori che al momento dell’inserimento di una attività o di un evento sono obbligati ad autocertificarne gli standard qualitativi, indicando uno o più parametri di sostenibilità che li contraddistinguono. Il progetto è nato durante gli anni dell’università, quando mi è capitato di confrontarmi per la prima volta con il mondo del bio: all’epoca gestivo un gruppo d’acquisto universitario e da subito capii come questo settore necessitava di uno strumento “smart” in grado di dare visibilità alle migliaia di aziende e attività virtuose ed eco-sostenibili che popolano il territorio italiano.

Mi sono proprio chiesto “esistono web application per prenotare alberghi, scoprire ristoranti, comprare casa, trovare moglie; perché non dar vita ad uno strumento tecnologicamente simile, dedicato però al green, settore che dal punto di vista informatico presenta ancora difficoltà e arretratezza?” Ho pensato così di concentrare la mia tesi di laurea su questo argomento, sviluppando l’idea di un network accessibile a tutti, grazie al quale localizzare e scoprire le realtà green che ci circondano. Una volta laureato ho deciso di provare a rendere concreta la teoria, creando Bioradar e a distanza ormai di 3 anni posso dire che ne è valsa la pena!”

Quali sono gli strumenti che mettete a disposizione di chi si avvicina per la prima volta al mondo del Bio?
“Lo strumento più utile a disposizione di tutti gli utenti della community è il TrovaBio, un motore di ricerca interno che consente di reperire con facilità tutte le attività, gli eventi e i prodotti presenti sul sito; la ricerca può essere affinata per località, per certificazione, per tipologia di attività o di prodotto che si intende trovare. Tutti i risultati inoltre possono essere visualizzati in modalità elenco oppure su una pratica “Biomappa”.

Quali attività ed eventi si possono trovare su Bioradar?
In generale tutto ciò che risponde ad un criterio di sostenibilità (come ad esempio la certificazione biologica, la produzione artigianale, la rivendita di prodotti sfusi, vegan, a km zero, riciclati e altro). Nello specifico ci sono alberghi, agriturismi, ristoranti, negozi, botteghe, associazioni, studi, aziende agricole, e-commerce, mercatini, sagre, fiere, degustazioni, workshop, concerti, laboratori e tanto tanto altro ancora.
Non a caso il nostro motto è “TrovaMangiaViviBio”!”

In soli due anni siete diventati un punto di riferimento sul Web per il mondo della Green Economy. La vostra pagina Facebook conta più di 22 mila fan, ci sono più di 400 aziende registrate e il portale supera le 600 mila visite mensili. Come ti spieghi quest’incredibile e rapida crescita? Te l’aspettavi?
“Devo essere sincero, un po’ si: le cose stanno cambiando, c’è una diversa consapevolezza di come funzionano le regole del commercio, le persone hanno fame di sapere, vogliono avvicinarsi a questo settore ancora poco pubblicizzato. Bioradar non fa altro che fornire uno strumento smart e moderno, di facile utilizzo, leggibile su ogni tipo di dispositivo. Stiamo semplicemente facendo quello che nessuno ancora aveva pensato di fare: rispondere ad una domanda sempre più insistente, in modo giovane, fresco, positivo e attuale.”

BioRadar è anche e soprattutto un punto d’incontro per realtà aziendali. Quali sono i vantaggi che si possono ottenere dall’entrare a far parte del vostro circuito?
“In una società global e infinitamente vasta come quella in cui tutti viviamo, si rischia di diventare una goccia nel mare. Si sa, l’unione fa la forza e aggregarsi diventa fondamentale per riuscire ad emergere e farsi conoscere. Inserire un’attività o un evento su Bioradar significa questo: entrare a far parte di una community di utenti fidelizzati e fortemente interessati al settore, ottenere visibilità, godere di strumenti informatici avanzati abbattendone i costi di gestione, aprirsi al commercio on-line e avvalersi della nostra esperienza in fatto di comunicazione, marketing e sviluppo web. Il tutto a costo zero. Più vantaggioso di così…!”

Quale è secondo te la situazione della Green Economy in Italia?
“La Green Economy in Italia sta registrando un forte sviluppo: come spesso accade il fenomeno è arrivato nel nostro paese con ritardo rispetto al resto del mondo – paesi come l’America, la Germania, la Gran Bretagna già da anni promuovono politiche verdi e puntano sullo sviluppo del biologico e del sostenibile. Credo però che l’arretratezza italiana sia dovuta ad una grande fortuna che contraddistingue il nostro paese dal resto del mondo: qui da noi gli standard produttivi di qualità sono rimasti alti nel tempo e la numerosa presenza di aziende eccellenti ha fatto sì che la necessità di convertirsi al green si sia sentita solo recentemente.

Ad ogni modo è arrivato il momento anche per noi di puntare su questo settore, di brandizzare quanto più possibile il made in Italy, di privilegiarlo e tutelarlo rispetto alle produzioni straniere e infine di esportarlo all’estero. Credo che ora come ora un po’ di sano campanilismo, unito alla salvaguardia del territorio e ad una riforma ben fatta del sistema-lavoro, potrebbero essere la risposta concreta a questa crisi che sta devastando l’economia. Le nostre aziende sono pronte, noi siamo pronti. Penso sia solo questione di buona volontà.”

Ad oggi, fare business in Italia è decisamente complesso. Credi che progetti come BioRadar e più in generale, il mondo delle startup innovative, possano costituire la base da cui far ripartire l’economia del Paese?
“Certamente, se non altro perché le nuove tecnologie consentono di “inventare” nuovi modelli di lavoro e di sviluppare business con costi più contenuti. Ciò non toglie il fatto che l’avvio di un attività, di qualunque genere essa sia, richiede tantissimo impegno e sacrificio, a maggior ragione in Italia, dove il sistema amministrativo e burocratico sembra studiato apposta per mettere in difficoltà chiunque decida di creare qualcosa.

In questo probabilmente le nostre istituzioni dovrebbero copiare di più dall’estero per dare la possibilità a noi giovani di fare più facilmente impresa. Il nostro è un paese pieno di menti brillanti e di ragazzi con tanta voglia di fare; ignorare o rimandare il problema della disoccupazione giovanile è il più grande danno che la nostra classe dirigente sta perpetrando nei confronti del paese.”

Quali sono i progetti futuri per BioRadar?
“Come ho detto in precedenza, da un paio di mesi Bioradar è diventato anche market place, il che significa che ogni realtà può vendere autonomamente i propri prodotti e servizi sulla piattaforma. Abbiamo inoltre inserito la possibilità di inviare e ricevere messaggi e di salvare tra i “preferiti” tutte le attività e gli eventi che si vogliono tenere a portata di mano. A breve inseriremo commenti, voti e recensioni sia sulle pagine che sui prodotti, in modo che gli utenti possano esprimere il loro parere sulle realtà e sulle offerte che trovano su Bioradar.

Vi lascio infine con una piccola anticipazione: stiamo valutando l’idea di aggiungere una sezione “green-job” dove caricare bandi, concorsi, offerte di lavoro, di collaborazione e di scambio.”

Il progetto BioRadar: http://www.bioradar.net

Grazie a Sandro Russo e alla prossima su AWSMmag.

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