#Libri | John Edward Williams “Stoner”

La nostra valutazione

Un romanzo che è un piccolo capolavoro. Non è un libro, ma una catarsi. Eppure Stoner racconta una storia semplice. Un ragazzo che nasce in una famiglia di contadini, che con gli sforzi dei genitori riesce ad approdare all’università, dove resterà per tutta la vita ad insegnare. Raccontato così sembra essere un libro anonimo, senza pretese. E così dev’essere sembrato nel lontano 1965, anno della prima pubblicazione, quando infatti è finito in pochissimo tempo nel dimenticatoio.

41 anni dopo questa piccola gemma dell’editoria è stata recuperata  e ripubblicata. Per nostra fortuna.

John Edward Williams ha uno stile di scrittura come pochi, pochissimi autori. Dalla prima pagina del romanzo riesce, con una semplicità sconcertante, a catapultarti nel mondo del protagonista, dove vivi e rimani fino all’ultima parola dell’ultima pagina. Non è stato un autore molto prolifico, ma è stato in grado di poter annoverare tra le sue opere un classico della letteratura statunitense.

Con uno stile all’apparenza semplice, è in grado di raccontare con estrema linearità e chiarezza la vita normale di un personaggio qualunque. Ma non può essere tutto qui. Stoner è un eroe. Anche se non parte per la guerra come i suoi colleghi dell’università, anche se sembra essere un debole che non tiene testa a Edith, moglie odiosa, anche se sembra non avere niente di speciale. Pagina dopo pagina non puoi fare altro che amarlo e arrivare alle ultime pagine con gli occhi lucidi. E’ inevitabile. Anche perché, con un briciolo di amarezza, vi renderete presto conto che tutti ci siamo sentiti come lui almeno qualche volta nella vita.

Come ha detto Tom Hanks: Stoner è una delle cose più affascinanti che vi capiterà di leggere”. E di lui ci possiamo fidare.

The Breakdown

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).