Movie Review | Smetto quando voglio

La nostra valutazione

Un’opera prima spumeggiante quella di Sidney Sibilia, trentaduenne salernitano. “Smetto quando voglio” denuncia il precariato giovanile d’eccellenza, ma al tempo stesso commedia all’italiana frizzante. Il cast non è formato da grandi nomi, ma Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti riescono proprio per questo a descrivere ancor meglio una condizione così diffusa che vi si può immedesimare chiunque.

La fotografia è forte, acida, colorata; la sceneggiatura è ben costruita. Si parte dalla storia di Pietro, biotecnologo con una ricerca “da Nobel” all’attivo, a cui vengono bloccati i finanziamenti universitari. Alle prese con un affitto e una fidanzata (Valeria Solarino), esasperato dal precariato, decide di mettere le sue doti al servizio delle smart drugs. Inventa così una droga legale (non ancora inserita nella lista del Ministero) e mette su una banda per lo spaccio (che invece è comunque un’attività illegale di lucro). La banda sui generis è composta da cervelloni con voglia di riscatto sociale, con voglia di “prendersi quello che si meritano”: latinisti costretti a fare i benzinai, un antropologo aspirante elettrauto, un chimico cuoco, un matematico che conta le carte per vincere a poker, un archeologo operaio.

Ognuno, con il proprio sapere, fornisce un importante contributo alla banda che riuscirà così a sfondare nel “mercato”, ma che al tempo stesso ne combinerà di tutti i colori, soprattutto quando si troverà a che fare con il vero crimine (bel cammeo di Neri Marcorè nei panni dello sfregiato Murena). La dicotomia tra il parlare forbito e la situazione produce un effetto comico da risata intelligente che è il fil rouge del film.

Far ridere con una punta d’amaro per il realismo della pellicola, ma senza mai trascendere nel “compatimento” non era cosa facile. La pellicola ci riesce invece fino al divertente finale. Meglio ricercati che ricercatori, lo slogan con cui è stato lanciata, lascia comunque riflettere sul vero tema di fondo. Ma l’esperimento di Sibilia, come quello di Pietro, riesce a dare effetti “stupefacenti”. In questo caso, però, si tratta di una legalissima risata.

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.