#Libri: Paolo Cognetti | Una cosa piccola che sta per esplodere

In ciascuno di noi la reazione ad una libreria è diversa. C’è chi quando ci entra perde totalmente il senso del tempi, chi dello spazio, chi comincia a sentire caldo, chi va in soggezione, chi si lascia trasportare, chi semplicemente ci passa davanti con gli occhi incollati sullo schermo dello smartphone. La mia personale reazione è quella di fare una fotografia panoramica mentale di tutti i libri che ho davanti e poi scegliere. Voglio sfatare il mito che non si giudica un libro dalla copertina. A dircelo non sono solo gli ormai datati studi di marketing ma semplicemente il fatto che tendiamo a farlo, per quanto ci possa sembrare brutto da ammettere. Capita perà proprio con i libri, in maniera non tanto figurata, che a giudicare dalla copertina spesso ci si trovi a scegliere bene.

Succede quando un autore ha una buona idea e riesce a creare un titolo brilante, capace di far capire in meno di mezza riga che cosa ha da dire nelle centinaia di pagine a seguire. A volte capita. A me è capitato con Una Cosa Piccola che Sta per Esplodere, una piccola perla regalata al mondo da Paolo Cognetti. Sfoglio le prime pagine, so che per farsi piacere un libro bisogna mandare giù le prime anche se non scendono bene, invece queste vanno giù lisce e quasi subito im trovo a metà libro, che poi è di circa centocinquanta pagine, quindi lo finisci in una sera o due. Una Piccola Cosa che Sta per Esplodere è un libro che parla di adolescenza raccontandoci varie adolescenze. Quelle in cui ci porta l’autore sono vite non del tutto normali, la narrazione ti tiene sempre ad una precisa distanza, non troppo lontano, perché a prendere forma con le parole sono ragazzi giovani che fanno i primi passi nel mondo, ma nemmeno troppo vicino, costruendo storie che sentiamo solo per sentito dire o che vediamo solo con la coda dell’occhio come la ragazza con il padre giocatore d’azzardo incallito o la ricoverata in una clinica in Svizzera per via dell’anoressia.

Cognetti è riuscito a creare una sala d’attesa in cui tenere il lettore non fino alla fine del racconto, anche perché ce ne sono tanti, ma fino a che non finisce l’ultimo, con la tipica fame di pagine con cui ti lascia un libro. Quando hai davanti questo piccolo gioiellino capisci che è il libro stesso una piccola cosa che sta per esplodere dato che le storie si aprono a rosa una volta lette, per il crudo verosimile

Studio Neuroscienze Cognitive e vivo a Milano da circa cinque anni ma appena posso torno giù a rilassarmi con i miei sei cuccioloni nella casa fuori città. Vivo di libri e serie tv; curo una rubrica di letteratura per AWSM e se c’è un buon libro di cui ancora non hai letto una recensione, ti basta solo aspettare e metterti comodo: ci penso io a risparmiarti un flop (e soldini) o farti scoprire il libro che porterai sempre dietro (e dentro).