Buon viaggio, Conte.

Ho letto la notizia, si può dire, quasi in diretta, tramite un tweet del Wall Street Journal. Speravo fosse un errore, o uno scherzo di cattivo, cattivissimo gusto.
A poco a poco diverse testate giornalistiche si riempivano con la stessa breaking news, aggiungendo sempre dettagli nuovi, accompagnati dai primi commenti perbenisti e speculazioni di ogni genere.
Eh vabbè si, overdose.
Si, eroina.
Ma ora non ha più importanza. Lasciatemi soffrire in silenzio.
Non volevo scriverne, e nemmeno parlarne visto il nodo alla gola che mi assale pensando a quanto successo.
Ieri non me la sono sentita, oggi ho chiesto ai miei amici quale, tra i suoi film, fosse il loro preferito – nascondendomi dietro una scelta che io non voglio fare, come se fossi in grado di prendere una su tutte, tra le sue perfette interpretazioni, ed incoronarla reginetta del ballo. Non posso, non oggi.
Dalle loro scelto ho stilato una lista di film, quelli da vedere.
Inevitabilmente.

Da protagonista:

– Capote (2005)
– La famiglia Savage (2007)
– Il dubbio (2008)
– Synecdoche, New York (2008)
– The Master (2012)

Da non protagonista:

– The big Lebowki (1998)
– Magnolia (1999)
– Almost Famous (2000)
– I love radio rock (2009)
– Le Idi di Marzo (2011)

Nato in un sobborgo di Rochester, New York, quarantasei anni fa, trovato morto ieri, nel suo appartamento di Manhattan.
Lascia la compagna Mimi e i tre figli Cooper Alexander, Tallulah e Willa, il più grande non ha ancora undici anni.

Un memoriale sul sito del Tribecafilm non può spiegare meglio cosa provo in questo momento : “All’età di quarantasei anni, Philip Seymour Hoffman aveva davanti a sé decadi di grandiosi film. Forse è per questo che ci sentiamo tutti un po’ traditi.”

Mi mancherai Philip Seymour Hoffman.

Autor: Sofia Zimmerman

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