John Belushi (Blues Brothers) | La rockstar dei comici

Oggi John avrebbe compiuto 65 anni. Forse uno dei personaggi che ci è mancato di più. Uno che potenzialmente, se non ci avesse lasciato a 33 anni adesso sarebbe a livelli mitologici… Più di quanto non lo sia già.
Attore simbolo dell’eccesso, della vita spericolata, delle crisi depressive, delle notti folli, delle droghe pesanti; quelle che ti fanno saltare in un secondo dalla massima esaltazione ed euforia allo sconforto più totale…
Inizia a 22 anni a recitare in una compagnia di Chicago, la “Second City Comedy” e lì conosce un collega e soprattutto un amico, Dan Aykroyd.
La svolta è nel 1975 quando la NBC dà vita ad una trasmissione destinata a rimanere nella storia della televisione americana rivoluzionandola, il “Saturday Night Live”; John entra a farne parte e la sua popolarità aumenta a dismisura.
Lì John fa dei personaggi, e la gente ogni settimana aspetta il prossimo… “Whowill be the next? ”
In tutto erano quasi 60 personificazioni, la maggior parte dei quali erano caricature di famosi personaggi emergenti nel campo musicale come Joe Cocker o già famosi tipo John Lennon, o anche famose personalità politiche come il politico americano Henry Kissinger, fino a grandi personaggi storici come Ludwig Van Beethoven, Herman Goering, Mussolini, Hitler o Gandhi.

La sera del 22 aprile 1978 John Belushi e Dan Aykroyd si presentano davanti alla telecamera nei panni di Joliet Jake ed Elwood Blues, con abito e cravatta neri, occhiali da sole e cappello modello “fedora”: cantano un pezzo blues accompagnandolo con frenetici balletti e capriole. Sarebbe stato il preludio del fenomeno mondiale “Blues Brothers”.

Nella sua carriera cinematografica sono cinque i film a cui il suo nome è rimasto legato da un doppio filo; due di questi sono divenuti vero e proprio culto: “Animal House” (1978) ed appunto “The Blues Brothers” (1980), entrambi diretti da John Landis ed a contribuire a rendere leggenda quest’ultimo film sono le partecipazioni di mostri sacri del genere musicale quali James Brown, Ray Charles, Aretha Franklin e John Lee Hooker.

Per il resto, la vita di John Belushi fu un frenetico procedere verso quella maledetta notte tra il 4 e il 5 marzo 1982 quando l’attore morì in circostanze misteriose. La tesi ufficiale indica una dose di speedball.

Sembra che tra le ultime persone incontrate tra bevute, discussioni e risate da Belushi ci fossero illustri amici come Robert De Niro e Robin Williams (i cui agenti successivamente si affannarono a spiegare che, nelle ultime tragiche ore, i loro assistiti erano ben lontani dal fattaccio), nonché la cantante Cathy Evelyn Smith, figura di secondo piano del sottobosco divistico losangelino, nonché «groupie» dei RollingStones.
La Smith, appurarono le indagini, fu probabilmente l’ultima a vedere Belushi vivo. O forse morto. Dal momento che la donna uscì dalla sua camera d’albergo, dove il comico giaceva incosciente, portandosi appresso la siringa e il cucchiaio con cui, probabilmente, gli aveva somministrato una dose di droga.
Oggi ne avrebbe compiuti 65… e ci manca…
Bill Murray lo ricordò con questo elogio funebre:

“Era uno sciattone, l’avete mai visto mangiare? Dei bambini affamati avrebbero potuto saziarsi solo col cibo che gli restava attaccato sulla barba e sui vestiti. I cani si riunivano per guardarlo mangiare. Non ho mai capito l’ingordigia, ma la detesto. Era una cosa che odiavo di te. Gli piaceva disgustare la gente, essere disgustoso, offendere le persone e metterle a disagio. Non ci mancherai”.

Export Area Manager per una multinazionale settore food and beverages (azz) … smazzo cibo Made in Italy nel mondo; nella vita reale invece sono speaker e autore di programmi radiofonici in giro per varie radio – attualmente On Air assieme a Stefano Calvanese ogni Sabato pomeriggio dalle 16 alle 19 su Radio Primarete con EXTRA. Membro della Crew "Blood & Soul" di produzione e promozione musicale... Curioso, logorroico, insonne e a tratti saputello, ho fatto il pilota di aerei, sogno di acquistare una casa sulla Great Ocean Road, appassionato di musica funk/soul/hip hop ed elettronica. Disegno tanto, scrivo e lavoro di notte… La notte è un privilegio per chi la vive e può far girare i propri pensieri più intimi mentre gli altri dormono.