15 anni di un sound chiamato Torreggae

I Torreggae sono una formazione storica del panorama dei Sound System napoletani, persone che hanno fatto la storia di questa corrente musicale, intrattenendo nei loro lunghi e onorati quindici anni di carriera rapporti con i più grandi esponenti della musica giamaicana nazionale e internazionale. Da molti addetti ai lavori sono considerati una vera e propria leggenda di questa corrente musicale. In occasione del loro compleanno abbiamo deciso di intervistare uno dei fondatori del progetto,Mr. Ciccio Sciò, per capirci un po’ di più e far conoscere a voi lettori questo mondo fatto di sacrifici, passione, musica analogica e tanto, tanto amore per le cose fatte per bene.

Ciao Ciccio Sciò, benvenuto su AWSMmag!

Cominciamo quest’intervista dalle origini, come è nato il progetto Torreggae?

Il progetto nasce per una ragione molto semplice: creare qualcosa che nella nostra città “Torre del Greco” non era mai esistita. A “Torre” c’è sempre stato un forte fermento musicale, ma noi come per molta gente della nostra generazione per necessità, eravamo costretti a “emigrare” per ascoltare la musica che ci piaceva. Spesso ci spostavamo in giro per l’Italia per assistere a concerti di nostro gradimento, ad esempio ai tempi era consuetudine spostarci in Puglia per ascoltare le Dance Hall salentine. Eravamo davvero stanchi di essere “emigranti” anche per ascoltare musica e quindi un giorno con Alessandro, altro componente storico del progetto Torreggae, decidemmo di dar vita al Sound System.

Fin dagli inizi insieme a noi si unì Sister Picceré, la prima selecta donna a proporre una selezione incentrata principalmente su musica Raggae femminile. Il primo concerto che facemmo risale al lontano 1998, scegliemmo come location il “Molini Marzoli” uno spazio situato vicino al porto di Torre del Greco. Il party fu un vero e proprio successo e vide la partecipazione di molte persone che avevano avuto la notizia tramite uno sfrenato passaparola.
Da li iniziammo a spostarci dalla nostra Città e arrivammo a Napoli. Fummo ospitati nello spazio di Officina 99 e dove cominciammo a intrattenere relazioni stabili con altri esponenti di questa corrente musicale come Dr. Scott con il quale organizzammo dei party due volte al mese sotto il nome di “BamBam”, omaggiando lo storico disco di Sister Nancy.

Ad ogni appuntamento eravamo soliti ospitare Sound System storici come One Love Powa di Roma, King David Warriors da Aosta, Godzilla Sound System di Bologna, Papa Richie storica voce del Raggamuffin salentino e tanti altri ancora. Da li in poi ci inserimmo a pieno ritmo nella scena napoletana che all’epoca era ancora agli inizi e si contornava di selecta singoli come Papa J e Super Raf, noi invece in quel periodo siamo stati la prima Crew di questo genere. Nel 2000 ci fu un ampliamento del gruppo, venni a sapere che nella mia città, Torre del Greco, c’erano questi tre ragazzi di talento che facevano rap. Decisi di conoscerli e li invitai a far parte del progetto. Questi erano Boom Buzz e RedDog che ancora oggi ne fanno parte e Mastunzo che poi lascio la formazione e oggi è una delle voci dei FunkyPushertz.

Da li in poi cominciammo a girare per l’Italia nelle storiche dance hall di Torino, Roma, Trieste, Parma, Palermo e così via, raggiungendo un discreto feedback anche a livello nazionale.
Nel 2009 decidemmo di stampare in vinile le nostre prime produzioni, e decidemmo di farlo alla grande stampando i nostri dischi direttamente in Giamaica, queste produzioni poi cominciarono a girare nei Sound System di tutta Italia. Nel 2011 poi cominciammo a produrre dischi con la tecnica del “mono riddim” ovvero produzioni fatte in studio da noi (digit-up riddim) che avevano delle basi Ska elettroniche, su cui chiamammo a vari esponenti della scena come come Tippa Irie, Solo Banton, Dee Bo General, Peppery, Wena e ovviamente RedDog e Boom buzz, componenti del nostro gruppo. Con queste produzioni fummo Best Sellers in Giappone e ai primi posti in classifica in Germania, Spagna, Francia, Russia raggiungendo una discreta copertura a livello internazionale.

Lo scorso mese avete compiuto quindici anni di attività e avete deciso di festeggiare alla Mensa Occupata, di Napoli. Spiegaci prima di tutto cosa è questo spazio e perché avete deciso di fare il concerto li.

La Mensa è uno spazio nel centro storico di Napoli che è stato occupato da circa un anno da un collettivo di studenti e operai, che hanno deciso di appropriarsi di questa mensa universitaria completamente nuova finanziata con i soldi pubblici, ma che poi non è mai stata utilizzata, vertendo in totale stato di abbandono. Questo collettivo ha deciso di occupare questo spazio per metterlo a disposizione di tutta la collettività. Ogni giorno la Mensa offre a una gran moltitudine di persone, una serie di servizi pubblici: pasti caldi a prezzi politici insieme a una serie di attività culturali e sportive collaterali che spesso tolgono i ragazzini dal quartiere e dalle mani della criminalità. Tra queste attività sono comprese mostre d’arte, presentazioni di libri ed eventi per autofinanziarsi. Abbiamo deciso di festeggiare il nostro compleanno in questo spazio proprio per questo motivo, per sostenere questa iniziativa che ci sta a cuore.

Quanto è cambiato il rapporto con il vostro pubblico, dagli inizi a oggi?

E’ cambiato molto! Ricordo che agli inizi suonavamo davanti a pochissime persone, quelle poche che c’erano a volte ci guardavano anche stranite, non riconoscendo immediatamente il suono che all’epoca non era molto diffuso, le nostre selezioni infatti proponevano un viaggio omnicomprensivo della musica giamaicana. Mettevamo dischi degli inizi anni 60 quindi con influenze Ska e Rock Steady fino a tutte le sfumature nate gli anni dopo, come il Raggamuffin, il Dub ecc. Adesso con lo sdoganamento del genere e la diffusione che internet, il nostro pubblico è più maturo e conosce questo questa corrente musicale in maniera più approfondita.

Qual è il principale obbiettivo quando suonate?

Il nostro intento rimane sempre quello di far divertire e sorridere il nostro pubblico, divertimento, passione e cultura sono i tre principi fondamentali alla base del nostro progetto.

Vinile o digitale?

Vinile sempre e comunque! Amo quel fruscio e quel suono sporco che solo il vinile ti regala.

Quali sono le vostre fonti di ispirazione, chi sono gli artisti che vi hanno ispirato a fare musica?

Ce ne sono diversi, in primis ALTON Ellis, Ken Boothe, Derrick Morgan, Desmond Dekker, tutta gente che appartiene alla scena Ska e Rock Steady giamaicana degli inizi.

Cosa consiglieresti a chi vuole muovere i primi passi nel mondo della musica e dei Sound System in generale?

Dico alle nuove generazioni di informarsi, di fare le cose con passione e di non fare musica per moda o per un ritorno economico immediato, quello se viene ben venga, ma non deve essere la ragione principale per farlo. Metterci amore nelle cose a mio avviso distingue le cose fatte bene da quelle fatte male. Dico inoltre alle nuove leve di divertirsi facendo quello che amano.

Ciccio Sciò e tu, ti diverti ancora?

Tantissimo!

Grazie per essere stato con noi, ci ritroveremo qui #sabato mattina, con la tua personale tracklist per la nostra rubrica musicale del weekend “The Faboulous Duo”.

Grazie a voi, sabato vi stupirò!

Affascinato dal mondo del web e dalle possibilità offerte dalla società delle reti. Amante della fotografia e dell'arte contemporanea, comunicatore per lavoro e per passione, fin dagli inizi editor per AWSMmag.