Movie Review | The Counselor – Il procuratore

La nostra valutazione

Nonostante il cast stellare abbia attirato le folle al botteghino, “The Counselor” è stato un film atteso quanto non riuscito, a partire dalla traduzione italiana del titolo. Senza un logico perché diventa “il procuratore”, mentre il protagonista del film viene apostrofato per tutta la durata della pellicola come “avvocato”. È solo il primo elemento stridente della nuova pellicola di Ridley Scott, che, a dispetto del valore del regista, del cast di grandi nomi e dello sceneggiatore McCarthy, resta un thriller senza pathos: scialbo, presuntuoso e pure cafone.

“The Counselor” è una storia di narcotraffico in cui si trova coinvolto un avvocato che ha bisogno di denaro. È fatta di ingredienti messi assieme perché ci devono stare, ma che rimangono non amalgamati: una spruzzatina di rumore e violenza qua, una battuta irriverente là, qualche diamante e un po’ di erotismo che sempre ci vuole. Michael Fassbender, Brad Pitt, Penelope Cruz non danno grande prova di sé e in effetti la trama non gliene offre neanche modo. Personalità appena accennate che si riducono a meri personaggi. Nel frattempo una Cameron Diaz invasata fa sesso con il parabrezza di un’automobile sotto gli occhi stupefatti di Javier Bardem, che quasi ricorda il coatto Carlo Verdone di “Viaggi di nozze”: anche lui, in effetti, di fronte a tale performance sarebbe rimasto altrettanto stranito. Deve essere del resto una vita difficile per il personaggio della Diaz fare il boss con tanto di tigri dal collarino glitterato come animali da compagnia. La trama si spegne su sé stessa, poco limpida, ma anche poco accattivante nella sua confusione.

Sembra tutto un grande teatrino messo in scena per far dire qualche frase ad effetto. Peccato, perché qualcuna avrebbe meritato miglior sorte in un’altra pellicola. Lo spettatore le potrà tuttavia utilizzare come post su Facebook o per una gara di spacconeria tra amici. E in questo senso vanno benissimo. Il gran cinema, però, è ben altro e ben altro ci si aspettava da Ridley Scott.

The Breakdown

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica e d’impresa. In un’era poliglotta, amo l’antica arte degli accostamenti nella lingua che derivò dal fiorentino. Turista curiosa e camminatrice instancabile; sostenitrice del diritto a godere di ogni bellezza, innanzitutto quella di un paesaggio che non venga deturpato. Soffro di istinti nevrotici alla Woody Allen. Tendenzialmente sarcastica, credo fermamente nel valore dello spirito critico (viva Marco Travaglio). Per allenare il mio, ho eletto a mie chiese i libri, le sale cinematografiche e il mare.