Vodka&Sapone | La bellezza è essenziale agli occhi


“Il cinismo è semplicemente l’arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere.” Oscar Wilde, Sebastian Melmoth, 1904.
Sono da sempre una patita del cinismo.
Lo pratico dall’adolescenza, con amici e conoscenti, sorseggiandolo con avidità, senza ritegno, senza pudore.
Il cinismo è una forma acuta e sagace di intelligenza, è ironia acida e mai scontata.
E’ riparo sicuro dalle molte constatazioni buoniste e moralizzanti, degne della miglior catechesi illuminata, che scorazzano liberamente nella bocca dei numerosi benpensanti moderni travestiti da alternativi populisti.
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A mio avviso però, il cinismo perde valore nel momento in cui si mescola con la cattiveria sterile e bisbetica che tanto va di moda ora, con quei commenti aspri e ridondanti sparati nel mucchio senza contestualizzazioni logiche e che hanno come unico risultato quello di annoiare, annoiare a morte riconducendo il tutto ad un inconscio moralismo senza futuro.
Il cinismo è critica, ma non deve essere per forza distruttiva.
La critica può aiutare a riconoscere il malato, il superfluo, può essere una spinta verso il migliore, verso una nuova e più coerente realtà.

Trovo che tutte le cose del mondo, compresi gli atteggiamenti e le valutazioni, abbiano senso nel momento in cui forniscono un valore aggiunto alla vita.
Un giudizio che non ripulisce, sporca ulteriormente.

Analizzate, denunciate, proclamate il brutto con forza e coscienza, ma non smettete mai di guardarvi attorno.
Di bruttezza ne è pieno il mondo.
Di bellezza ancor di più.

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  • Casertana

    Prima ancora di buttarsi nell’oceano della critica, bisogna armarsi di una ben più forte autocritica perché spesso avere poca coscienza di quello che si crea, o non averne affatto è il primo passo verso il brutto.