Due chiacchiere con Luca Conti | esperto di Web2.0


Luca Conti è uno che di blog e Social Network ne capisce un botto. E’ un consulente di marketing su Internet, un giornalista freelance e un blogger di successo. Quando non è impegnato a scrivere su “Pandemia.info“, scrive libri che suggeriscono alla gente metodi innovativi per districarsi al meglio nel nebuloso universo dei Social Media. Ho incontrato Luca al termine di una conferenza a Napoli in cui era presente nelle vesti di speaker, attività tra l’altro che esercita in modo continuativo su palcoscenici nazionali ed esteri. Quello che segue è il succo della nostra breve conversazione.

Ciao Luca, toglimi subito una curiosità, come ti sei avvicinato ad Internet e come è nata la tua passione per il Web?

Ho scoperto Internet nel 1996, frequentavo il secondo anno di università e durante un corso di fisica ci mostrarono come funzionava il web. Cominciai in quell’occasione ad utilizzare un browser che all’epoca si chiamava “Mosaic”. Ho subito intuito che era qualcosa di affascinante e ho cominciato a connettermi da casa dal 1999. Dal 2001 ho scoperto il mondo dei blog e successivamente i Social Network e il Web 2.0 che sono venuti dopo.
Sono sempre stato un appassionato di media e comunicazione, al di là del mio percorso universitario che invece ha seguito altre strade. Ho visto in Internet e nel mondo del Web 2.0 lo strumento ideale per condividere informazioni e sviluppare relazioni legate ai miei interessi.

Ricordo di aver letto che hai cominciato a scrivere sul tuo blog Pandemia.info proprio in quest’ultimo periodo, ma cosa è cambiato dal 2002 ad oggi?

Il cambiamento principale è legato alla moltiplicazione degli strumenti e dei canali di comunicazione. All’epoca esistevano soltanto i blog, non esistevano altri strumenti complementari, in grado di potenziarli, in grado cioè di aumentare sia la capacità di espressione che la diffusione dei contenuti. Quando parlo di questi strumenti mi riferisco naturalmente alle piattaforme di condivisione video come Youtube o a quelle di condivisione foto come Flikr o ancora i Social Network che permettono la diffusione di contenuti come in Facebook, Twitter o Linkedin.
Oggi rispetto al 2002 una persona ha molti più strumenti a disposizione per soddisfare le proprie esigenze di comunicazione, relazione e condivisione di informazioni.

Nelle vesti di consulente invece, cosa diresti ad una azienda che vuole migliorare il proprio posizionamento in rete ed ottenere così maggiore visibilità in Internet?

Consiglio di cominciare dall’ascolto e dal monitoraggio, questo significa analizzare e conoscere i soggetti che parlano dell’azienda in rete, in che modo questi ne parlano e come gli stessi soggetti parlano dei competitors. Bisogna valutare quanto l’azienda è presente nelle conversazioni che riguardano i propri prodotti o il proprio settore di riferimento. Al termine di quest’analisi è poi possibile valutare investimenti in chiave integrata con tutti gli altri strumenti di comunicazione e di promozione che l’azienda può usare sia on-line che off-line. Oggi è necessario avere un approccio strategico, non si devono operare scelte dettate esclusivamente da mere tendenze. Ad esempio molte aziende vedendo Facebook come il social network più diffuso al momento, creano pagine e profili senza alcun criterio. Dobbiamo scoraggiare coloro che come azienda scelgono di essere necessariamente presenti in rete, senza alcun tipo di ragionamento e soprattutto senza avere prima una chiara visione strategia per il web. Nelle strategie di comunicazione aziendali dobbiamo far si che gli investimenti in comunicazione siano graduali, continui e che soprattutto abbiano un senso, rispetto agli obiettivi strategici che Internet e i Social Network possano dare in termini di valore aggiunto, rispetto agli altri strumenti di comunicazione.

Ormai ci stiamo abituando ad un mondo in cui i Blog e i Social Network sempre più spesso, anticipano la diffusione delle notizie, rispetto alle testate giornalistiche tradizionali. Cosa pensi del ruolo del Web 2.0 nella diffusione delle notizie?

I social media sono generatori di un doppio valore aggiunto, sono sempre più una fonte primaria di informazione, uno spazio dove le notizie emergono per prime e che quindi devono essere attentamente monitorate da parte dei giornalisti per far si che questi le riconoscano. Possono essere considerati una sorta di “agenzia di stampa globale dal basso”, come i recenti fatti catastrofici o rivoluzionari ci hanno dimostrato. Questi media da una parte offrono un contributo di primo piano come fonte privilegiata di diffusione della notizia, dall’altra sono un ottimo canale di diffusione di contenuti giornalistici prodotti altrove. In un’ottica che privilegia l’aumento di traffico online verso i siti di informazione questi strumenti servono a coltivare community e a raggiungere un pubblico che non passa dalle homepage dei giornali, ma comincia a informarsi, attraverso i link suggeriti dai propri amici su Facebook e Twitter.
Questo non significa che la testata giornalistica tradizionale abbia le ore contate, ma ha le ore contate il media tradizionale che non comprende questi fenomeni. Poiché da un lato, non è in grado di percepirne il valore aggiunto in termini di relazione con il proprio lettore e dall’altro, non riesce a differenziare il proprio prodotto, che dal mio punto di vista, sulla carta, deve sempre diventare approfondimento e meno notizia. Perché la notizia si apprende già dai telegiornali e dalle televisioni, da Internet e dai Social Media.

Siamo arrivati alla fine, avresti un suggerimento da dare a tutti i giovani blogger che hanno qualcosa da dire e che vogliono diventare i protagonisti di domani?

Gli consiglierei di scegliere tra i vari argomenti da trattare, uno il più possibile verticale e specialistico, tranne nei casi di blog personali, il blog non deve essere necessariamente di nicchia ma comunque essere verticale, con una chiave di lettura il più possibile originale e personale, in modo da differenziarsi rispetto a quanto esiste già sul web.
Detto questo esistono tutti gli strumenti di approfondimento sotto forma di libri, corsi di formazione online, blog specializzati, che permettono di dominare al meglio lo strumento dal punto di vista tecnico. Tutto ciò per non commettere errori, rispetto alle potenzialità che questo strumento ha, in termini di posizionamento sui motori di ricerca e ancora conoscere e usare in maniera complementare strumenti come Twitter, Facebook, Youtube e Flikr.
Il blog in definitiva non deve essere considerato come un’isola ma un come un pianeta, attorno al quale, ruotano i suoi satelliti che sono i Social Network.

AWSMmag è il magazine online che propone quotidianamente il meglio del global lifestyle contemporaneo, spaziando tra cultura pop, comunicazione digitale, moda, arte, design, fotografia, musica e cinema. Un daily mag dal tono veloce e piacevole, luogo d’incontro ideale e di tendenza della vita quotidiana in cui confrontarsi e informarsi. Dedicato agli addetti ai lavori, ma anche ai semplici appassionati.